Saturday, January 31, 2009

MADRID
Ascoltando la canzone -Milano di Alex Britti- (forse anch`io come nonsisamai , soffro della sindrome di Toto Cutugno...), mi son divertita a "scrivere" la mia canzone... :))in questo sabato di lavoro e di svago .


In un giorno come tanti , con il traffico , le corse nei metro , nei treni,
con una coppia di anziani mano nella mano (che tenerezza mi fanno…) che camminano a Retiro attorniati dai monumenti della casa Real , con l`America lontana dai bar , con la gente che lavora e una strana atmosfera di rilassatezza,con i taxi sempre pieni e i turisti sempre meno giapponesi (ora c`e` la recessione anche li),con sempre quella strana voglia di andar via perche` altrove qualcuno grazie a Dio ancora mi aspetta e` Madrid, con i suoi mille volti , con le settimane corte e con gli uffici , con la cerveza a ogni angolo di strada e con la vita appesa a sempre piu` sacrifici , in un appartamento non di periferia ci sto io, con due finestre che si affacciano su altri palazzi , mentre festeggio un anno di cambiamenti con la mia ansia a tenermi compagnia... anche qui puo` arrivare l`odore del mare a prendermi . E se domenica non ho nulla da fare ,faro` i miei soliti due passi tra la gente e le vetrine e cerchero` di far finta che tutto va bene anche nei giorni in cui mi sento andare a pezzi e se mi sentiro` sola e avro` bisogno di distrarmi un po`, prendero` per mano la mia ansia e la
mia insicurezza per delle tapas e una cerveza e al punto giusto le abbandonero` sorridendo... e` Madrid ,
con la sua aria sorniona a rassicurarmi, a dirmi che anche qui arrivera` l`odore del mare a prendermi e arrivera` un`altra primavera da vivere e che non tardera` ad arrivare.

Buon fine settimana a tutti!

Saturday, January 24, 2009

LETTURE ...


[...]Randagio in tutto,perfino nel mio stesso animo,non appartengo a niente,non sono niente:centro astratto di sensazioni impersonali,specchio caduto che sente e che guarda la varieta` del mondo.Con cio` non so se sono felice o infelice...ne` me ne importa.

B Soares

Monday, January 05, 2009

BLOWING IN THE WIND

E` appena passata la mezzanotte , appena tornata dall`Italia dopo aver trascorso delle vacanze inusuali trascorse tra portare a spasso mia nipote, fiera dei suoi primi passi, e visite in ospedale a trovare mia sorella maggiore che quest`anno a pensato bene di movimentare le feste in casa Palumbo.
Questa sera la radio del taxi mi accoglie con una canzone che amo molto e che in questa notte cosi particolare e importante per gli spagnoli (la notte dei Re Magi qui e` molto sentita) , assume per me "connotati" augurali
Blowing in the wind di Bob Dylan e` una canzone pacifista e mai come adesso in cui le bombe di Gaza mietono morti , dove le bombe in Afganistan mietono morti , dove le bombe in Congo mietono morti e potrei continuare per ore ...e` cosi attuale.

[...]how many deaths will it take till he knows
That too many people have died?

la risposta soffia nel vento e speriamo cari amici che il nuovo anno soffi venti di Pace .


BUON ANNO da finche` c`e` vita, e finche` c`e` vita ci sono altri 365 giorni da vivere in trincea.
Notte

Monday, December 22, 2008


Have yourself a merry little Christmas,
Let your heart be light
From now on,
our troubles will be out of sight

Wednesday, December 10, 2008


Lisbona Ida e vuelta

E cosi alla fine , zaino in spalla , eccomi approdata a Lisbona da sola , dopo una buca colossale datami da due miei amici all`ultimo momento ...
Da quello che era stato preannunciato come un viaggio on the road (si doveva partire in macchina) si e` trasformato in un viaggio "on the rail".Partenza ore 22:00 dalla stazione Chamartin -destinazione Santa Apollonia.
Prenoto una turistica con "cama" e arrivata in treno , aspetto di conoscere le mie compagne di viaggio.
Si presentano nella minuscola cella-cama, una ragazza angolese simile al Gabibbo per circonferenza vita e una donna di valencia? di Madrid ? , non l`ho ben capito , sicuramente parente della signorina Rottermayer di Heidi ...UGUALE!!!!
Anyway ...mi addormento di sasso e finalmente sono le ore 8:00 arrivo alla stazione di Santa Apollonia.

Ho trascorso tre bellissimi giorni , assaporato il clima natalizio ,il mare d`inverno (io letteralmente lo amo ) ,scambiato sorrisi e impressioni ..."anche a Lisbona c`e` crisi" , almeno da quello che mi hanno detto i ristoratori .Eppure io di gente ne ho vista ,soprattutto ITALIANI ,altro che giapponesi!!!
Due cose mi hanno fatto molto sorridere.
Un`anziana donna si e` seduta accanto a me su una panchina ,mi ha guardata come per dire si , mi sembri affidabile ,poi con calma , ha preso dalla sua borsetta uno di quei giornali che parlano dei programmi televisivi e delle vallette locali , ma soprattutto , ha estratto i suoi occhiali da sole...a specchio!!!Fantastica .
Un`altra cosa e` aver trovato in bagno in stazione , la pubblicita` di un "santone africano" che recitava cosi`" Sabia que ha` empresarios que escutam o professor antes de tomarem uma decisao importante??? E si cari amici anche a Lisbona c`e` grossa crisi!!!

Vi lascio con una foto di questo mio piccolo viaggio in solitaria (torre di Belen) e con una frase di Pessoa ,scrittore portoghese che mi ha colpito e che sento molto mia:
"Il mio desiderio è fuggire. Fuggire da ciò che conosco, fuggire da ciò che è mio, fuggire da ciò che amo. Desidero partire".

Friday, December 05, 2008


HAPPINESS...


ci voleva uno studio(pubblicato oggi dal British Medical Journal) per sostenere che la felicita` e` contaggiosa...io lo sostengo da sempre!!!
Buon fine settimana a tutti e tanta tanta happiness ( anche se a guardare giornali e Tv c`e` poco da stare felici...)

Saturday, November 29, 2008

Riporto con molta tristezza questo articolo apparso stamane su Repubblica.
In quel laboratorio della morte ci ho lavorato anch`io , negli anni universitari , quando andare a fare un esame nella mia facolta` , farmacia, non era andare a verificare la propria preparazione, ma piuttosto sfidare la sorte, aspettare ore e ore davanti alle porte dei "Baroni", per poi farti mandare a dire da qualche baronetto : venite domani , oggi il Barone e` stanco , continuera` domani.
I nomi che appaiono sull`articolo per me hanno un volto , chiaro , netto.
Ricordo la Dottoressa Sarva` come fosse ieri... , mi rattristai molto quando appresi della sua morte .
Si parla tanto in questo periodo della scuola , della riforma dell`Universita` , degli edifici scolastici che cadono a pezzi , dei cervelli in fuga...
"Il laboratorio della morte ", non e` altro che una rappresentazione macabra di questo decadimento italiano . Il nostro governo ha varato tagli alla ricerca , Berlusconi chiama fatalita` il crollo della scuola di Torino ... . L`aria che si respira adesso in Italia e` proprio come l`aria che si e` respirata fino adesso nel laboratorio della morte : pesante , tossica , come le sostanze che Emanuele ha respirato per anni . I giovani italiani cercano una boccata di ossigeno , ma le "cappe" messe a disposizione dal nostro governo sono vecchie , inadeguate , non a norma . Piu` volte mi hanno domandato : Perche` non torni a Catania, magari ti potresti sistemare all`universita`. Io rispondo : No grazie .Ho bisogno di ARIA PULITA.











CATANIA - Lo chiamava "il laboratorio della morte". A Raffaella, la sua fidanzata, a
suo padre Alfredo, lo aveva detto più volte: "Quel laboratorio sarà anche la mia tomba". Una stanza di 120 metri quadri, tre porte e tre finestre non apribili, due sole cappe di aspirazione antiche e inadeguate e tutte le sostanze killer, le sue "compagne" di studio e lavoro lasciate lì sui banconi, nei secchi, in due frigoriferi arrugginiti: acetato d'etile, cloroformio, acetonitrile, diclorometano, metanolo, benzene, con vapori e fumi nauseabondi e reflui smaltiti a mano.

Lì dentro il laboratorio di farmacia dell'Università di Catania nel quale sognava di costruire il suo futuro, Emanuele, "Lele" Patanè, negli ultimi due anni aveva visto morire e ammalarsi, uno dietro l'altro, colleghi ricercatori, studenti, professori amministrativi: Maria Concetta Sarvà, giovane ricercatrice, entrata in coma mentre era al lavoro e morta pochi giorni dopo; Agata Annino stroncata da un tumore all'encefalo; Giovanni Gennaro, tecnico di laboratorio, ucciso anche lui da un tumore. E poi quella giovane ricercatrice, al sesto mese di gravidanza, che aveva perso il bambino per mancata ossigenazione. E diagnosi di tumori a raffica: per uno studente, per una docente, per la direttrice della biblioteca, per un collaboratore amministrativo. Fino a quando, nel dicembre 2003, è toccato a lui. Ad Emanuele, 29 anni, un ragazzone forte e sportivo, laureato con 110 e lode, idoneo all'esercizio della professione farmaceutica, dottore di ricerca, stroncato in meno di un anno da un tumore al polmone.

Il suo diario, adesso, è finito agli atti dell'inchiesta che tre settimane fa ha portato al sequestro e all'immediata chiusura del laboratorio di farmacia dell'Università e alla notifica di avvisi di garanzia per disastro colposo ed inquinamento ambientale all'ex rettore dell'Università ed attuale deputato dell'Mpa Ferdinando Latteri e al preside della facoltà Angelo Vanella, ad altri sette tra docenti e responsabili del laboratorio di farmacia. Da anni, ha già accertato l'indagine, sostanze chimiche e residui tossici utilizzati giornalmente venivano smaltiti attraverso gli scarichi dei lavandini, senza alcuna tutela per chi in quel laboratorio studia e lavora. Adesso, dopo la denuncia dei familiari di Emanuele Patanè, alle ipotesi di reato si è aggiunta anche quella di omicidio colposo plurimo e lesioni. Per i cinque morti e i dodici ammalati che negli ultimi anni in quegli ambienti hanno vissuto.

"Quello che descrivo è un caso dannoso e ignobile di smaltimento di rifiuti tossici e l'utilizzo di sostanze e reattivi chimici potenzialmente tossici e nocivi in un edificio non idoneo a tale scopo e sprovvisto dei minimi requisiti di sicurezza". Così Emanuele comincia le cinque pagine datate 27 ottobre 2003, tre mesi prima della sua morte. È stato l'avvocato Santi Terranova a consegnare in Procura il tragico diario ritrovato nel computer del giovane ricercatore. Nei giorni scorsi, dopo aver sentito del sequestro del laboratorio disposto dal procuratore di Catania Vincenzo D'Agata, l'anziano padre di Emanuele, Alfredo Patanè, 70 anni, si è ricordato di quelle pagine lette nel pc del figlio.

"Quel memoriale Lele lo voleva consegnare ad un avvocato per denunciare quello che accadeva lì dentro, che lì dentro si moriva - racconta - Ma l'avvocato a cui si era rivolto gli aveva detto che ci volevano dei testimoni perché contro i "baroni" dell'Università non l'avrebbe mai spuntata...". Adesso saranno i sostituti procuratori Carla Santocono e Lucio Setola a valutarne la valenza.

Emanuele evidentemente si rendeva conto delle condizioni di estremo pericolo in cui lavorava, ma la paura di perdere la sua opportunità di carriera deve averlo fatto continuare. E così particolarmente grande fu la sua amarezza quando il coordinatore del dottorato di ricerca, Giuseppe Ronsisvalle, ("nonché proprietario della facoltà di Farmacia", scrive) gli negò la borsa di studio, a lui, unico partecipante al concorso, solo perché ormai ammalato di tumore. Meglio conservare la borsa di studio per l'anno successivo per un altro studente. "Io non avevo nessuna raccomandazione - scrive Emanuele - mi chiedo come sia possibile che un concorso pubblico venga gestito in questo modo, senza nessuna trasparenza, legalità, senza nessun organo di controllo".

Lele racconta così i suoi due anni trascorsi in quel laboratorio, fino al luglio 2002, quando anche per lui arrivò la terribile diagnosi. "Durante il corso di dottorato, trascorrevo generalmente tra le otto e le nove ore al giorno in laboratorio per tutta l'intera settimana, escluso il sabato. Non c'era un sistema idoneo di aspirazione e filtrazione, c'erano odori e fumi tossici molto fastidiosi e spesso eravamo costretti ad aprire le porte in modo da fare ventilare l'ambiente". C'erano due cappe di aspirazione antiquate "quindi lavorare lì sotto era lo stesso che lavorare al di fuori di esse". "Dopo la diagnosi della mia malattia, cioè nel 2002, una di questa cappe è stata sostituita con una nuova. Le sostanze chimiche, i reattivi ed i solventi erano conservati sulle mensole, sui banconi, in un armadio sprovvisto di sistemazione di aspirazione e dentro due frigoriferi per uso domestico tutti arrugginiti. Dopo avere trascorso l'intera giornata in laboratorio avvertivo spesso mal di testa, astenia ed un sapore strano nel palato come se fossi intossicato".

Lele aveva annotato uno per uno tutti i suoi colleghi scomparsi e ammalati: "Sono tutti casi dovuti ad una situazione di grave e dannoso inquinamento del dipartimento e sicuramente non sono da imputare ad una fatale coincidenza. La mancata accortezza nello smaltimento dei rifiuti tossici e l'utilizzo di sostanze e reagenti chimici in assenza dei minimi requisiti di sicurezza ha nuociuto e potrà ancora nuocere se non verranno presi solerti provvedimenti". Ma nessuno, fino alla presentazione dell'esposto da parte dei familiari di Emanuele, si era accorto che quel laboratorio si era trasformato da anni in una fabbrica di morti.

Wednesday, November 12, 2008

Thursday, November 06, 2008

Wednesday, November 05, 2008

YES WE CAN,YES,WE WANT!



"Caro Obama, con la tua vittoria
si può sognare un mondo migliore"
di NELSON MANDELA

Questo è il testo della Lettera spedita da Nelson Mandela a Barack Obama

Caro Senatore Obama,
Ci uniamo al popolo del suo Paese e di tutto il mondo nel congratularci con lei per essere diventato il nuovo presidente eletto degli Stati Uniti. La sua vittoria ha dimostrato che nessuna persona, in nessun luogo al mondo dovrebbe astenersi dal sognare di volere cambiare il mondo affinché diventi un pianeta migliore.
Prendiamo atto e plaudiamo al suo impegno di sostenere la causa della pace e della sicurezza in tutto il pianeta. Confidiamo inoltre che lei faccia rientrare nella sua missione di presidente anche la lotta alle piaghe della povertà e della malattia in tutto il pianeta.
Le auguriamo forza e decisione nei giorni e negli anni difficili che le stanno davanti. Siamo sicuri che lei alla fine conseguirà il suo sogno, quello di rendere gli Stati Uniti d'America un partner a pieno titolo di una comunità di nazioni dedite ad assicurare pace e benessere a tutti.
Con i miei più sinceri auguri,

Monday, October 27, 2008


CHI HA DETTO CHE HO LASCIATO L`AMERICA ...GUARDATE UN PO`...E` ENTRATA NEL MIO BAGNO "SPAGNOLO"...

Tuesday, October 21, 2008

FACCE DA METRO

Ed eccoci noi piccole formiche ad affannarci , a correre per non perdere la coincidenza...,la macchina fa il suo arrivo alla stazione,le porte si aprono,eccoci qui ,faccia a faccia . Accanto a me un ragazzo dai tratti orientali inconfondibili , stringere a se nervosamente il suo ipod; dall'espressione non sembra contento, chissa', forse la musica e' solo un sottofondo di una giornata andata storta.Dopo lui mi soffermo a vedere una ragazza , anche lei non sembra contenta , i suoi stivali verdi con su topolino strappano pero' un mio sorriso. Ed ecco poi i tanti lettori della metro. Li invidio un po' ...o da seduti o alzati sono li , fissi a leggere delle enciclopedie piu' che libri ...certo mi son detta , dipendera' da quando e' lungo il loro viaggio.Ed ecco ancora i tanti studenti. Uno di questi tiene in mano un libro di diritto commerciale e la mia mente torna indietro di piu' di 10 anni , quando mia sorella faceva proprio qui l'Erasmus in legge...quanto tempo...
In fronte a me un'altra faccia , e' la mia che si specchia per un attimo nella porta della metro , faccia stanca dopo una giornata di pseudo lavoro , prima di iniziare quello serio,un'altra giornata e' trascorsa qui a Madrid. Sorrido nel vedere una pubblicita' che raffigura la Statua della Liberta'in ginocchio guardare con invidia la metropolitana madrilena nota per la sua efficenza (confermo!).Ultime scale, ci sono quasi ...altre facce incrociano la mia , stanno per intraprendere il loro viaggio sotterraneo ,stanno per tornare a casa come me.
Hasta manana !

Monday, October 13, 2008

CAMBIAMENTI

sono mesi che non scrivo sul mio blog e non perche' mi mancasse il tempo o la voglia , ma solo perche' tutto cio' che ho provato la scorsa estate ho voluto che restasse solo mio. I cambiamenti , le decisioni importanti rappresentano sempre dei terremoti interiori ,terremoti di cui si aspettano le fasi di assestamento.
Adesso mi trovo a Madrid, chiusa la mia casa su Highland a Columbus Ohio, se ne sta per aprire un'altra qui nel quartiere Salamanca a Madrid citta' dai mille volti e ancora a me sconosciuta.
Mi aspetta un nuovo lavoro , nuova gente , una nuova lingua , nuove abitudini , nuovi ritmi che il villaggio Columbus sembrava aver congelato .
Spero invece , non si congelino i tanti rapporti , non sempre facili da gestire, con i mille volti incontrati nei miei 4 anni americani , rapporti che cambieranno certo e che mi auguro saranno sempre caratterizzati da una "sfiducia reciproca" ossia sapere che gli amici non ti rimprovereranno se gli dici ti chiamero' domani e poi non ti farai sentire per mesi.

Qui dicono buena suerte e che buena suerte sia allora avendo sempre presente che la felicita' e' un'attitudine e la serenita' una conquista...io intanto aspetto le fasi di assestamento,in fondo finche'c'e' vita...

Thursday, July 17, 2008

ASSENZA TEMPORANEA ...



La linea d'ombra la nebbia che io vedo a me davanti per la prima volta nella vita mia mi trovo a saper quello che lascio e a non saper immaginar quello che trovo mi offrono un incarico di responsabilità portare questa nave verso una rotta che nessuno sa è la mia età a mezz'aria in questa condizione di stabilità precaria ipnotizzato dalle pale di un ventilatore sul soffitto mi giro e mi rigiro sul mio letto mi muovo col passo pesante in questa stanza umida di un porto che non ricordo il nome il fondo del caffè confonde il dove e il come e per la prima volta so cos'è la nostalgia la commozione nel mio bagaglio panni sporchi di navigazione per ogni strappo un porto per ogni porto in testa una canzone è dolce stare in mare quando son gli altri a far la direzione senza preoccupazione soltanto fare ciò che c'è da fare e cullati dall'onda notturna sognare la mamma... il mare.
Mi offrono un incarico di responsabilità mi hanno detto che una nave c'ha bisogno di un comandante mi hanno detto che la paga è interessante e che il carico è segreto ed importante il pensiero della responsabilità si è fatto grosso è come dover saltare al di là di un fosso che mi divide dai tempi spensierati di un passato che è passato saltare verso il tempo indefinito dell'essere adulto di fronte a me la nebbia mi nasconde la risposta alla mia paura cosa sarò dove mi condurrà la mia natura? La faccia di mio padre prende forma sullo specchio lui giovane io vecchio le sue parole che rimbombano dentro al mio orecchio "la vita non è facile ci vuole sacrificio un giorno te ne accorgerai e mi dirai se ho ragione" arriva il giorno in cui bisogna prendere una decisione e adesso è questo giorno di monsone col vento che non ha una direzione guardando il cielo un senso di oppressione ma è la mia età dove si sa come si era e non si sa dove si va, cosa si sarà che responsabilità si hanno nei confronti degli esseri umani che ti vivono accanto e attraverso questo vetro vedo il mondo come una scacchiera dove ogni mossa che io faccio può cambiare la partita intera ed ho paura di essere mangiato ed ho paura pure di mangiare mi perdo nelle letture, i libri dello zen ed il vangelo l'astrologia che mi racconta il cielo galleggio alla ricerca di un me stesso con il quale poter dialogare ma questa linea d'ombra non me la fa incontrare. Mi offrono un incarico di responsabilità non so cos'è il coraggio se prendere e mollare tutto se scegliere la fuga od affrontare questa realtà difficile da interpretare ma bella da esplorare provare a immaginare cosa sarò quando avrò attraversato il mare portato questo carico importante a destinazione dove sarò al riparo dal prossimo monsone mi offrono un incarico di responsabilità domani andrò giù al porto e gli dirò che sono pronto a partire getterò i bagagli in mare studierò le carte e aspetterò di sapere per dove si parte quando si parte e quando passerà il monsone dirò levate l'ancora diritta avanti tutta questa è la rotta questa è la direzione questa è la decisione. (L.Cherubini)

Sunday, June 22, 2008

Wednesday, June 18, 2008

Delusione

e dopo una settimana continuo a guardare il mondo da un oblo`...di una lavatrice.

Friday, June 13, 2008

Temporale estivo...



Cade la pioggia e tutto lava
cancella le mie stesse ossa
Cade la pioggia e tutto casca
e scivolo sull’acqua sporca
Si, ma a te che importa poi
rinfrescati se vuoi
questa mia stessa pioggia sporca
Dimmi a che serve restare
lontano in silenzio a guardare ...
(Negramaro)

Sunday, June 08, 2008

Sera d`estate

so gia` che mi manchera` il mio porch , teatro di tante sbronze solitarie , di confidenze fatte tra amici , di semplici chiaccherate , di risate,di gatti che fanno le fusa , di letture piu` o meno serie dondolandosi pigramente , di musica ascolatata ad alto volume con il mio ipod ...
una sera d`estate questa che ormai volge alla fine ...chissa` chi animera` il teatro questa sera...

Monday, June 02, 2008

Punti di vista
Tempo fa su un blog lessi questo brano .Ricordo che lo scrissi su un foglio d`agenda , poi , settimane dopo strappai quel foglio buttato li tra le bollette e articoli di giornale.
Adesso l`ho qui davanti quel foglio , rileggo il brano , mi appare profetico...
Tra tre mesi lascero` gli Stati Uniti , metto la parola fine ad un avventura durata 4 anni , belli , intensi , difficili a volte .
Mi appresto a scrivere un altro capitolo in terra spagnola . Questa sera una mia amica mi ha detto che la vita e` lunga , chissa` , forse lo e` , ma se penso a come son volati questi 4 anni ,mi rendo conto di come la vita possa essere breve come un buon libro letto tutto d`un fiato e a volte lunga come quei libri noiosi che fai fatica a finire. Anche i miei 30 anni son volati come un libro: bello , bellissimo a tratti noioso forse , ma che mi ha dato tanto. mi piace pensare che la vita sia lunga , in fondo da scrivere ho tante cose , nuove storie , nuovi incontri . Per adesso il mio foglio e` ancora bianco , l`inchiostro e` pronto , la voglia di scrivere tanta .
Vi propongo il brano , ringraziando colui che lo ha scritto .

"Quando il mondo attorno si concretizza e i contorni si fanno evidenti,e` allora che appaiono anche gli spigoli.Limiti tangibili, annichilenti .E io di claustofobia ho sempre sofferto.
Quando l`orizzonte appare tanto vicino da soffocare , e` tempo di nuovi lidi, di nuove conquiste.
Si parte . Adesso"