Un compagno allegro è una carrozza in un viaggio a piedi. Johann Wolfgang Goethe
Friday, July 09, 2010
Today you're gonna be made to laugh because your eyes
have tired of crying, of crying. (Bebe- Ella)
Indubbiamente la Spagna da molti anni a questa parte viene visto come un laboratorio socio politico all`avanguardia su molte tematiche .La Cattolocissima Spagna (?), e` stato tra i primi stati europei a cambiare il proprio diritto di famiglia estendendo il matrimonio civile a coppie gay o permettere anche alle minorenni di acquistare la pillola del giorno dopo per esempio .
E` anche vero pero` che detiene negli ultimi anni un triste primato riguardo la violenza domestica esercitata da fidanzati e mariti nei confronti delle donne .
Ieri dopo aver letto una notizia a riguardo durante il mio "viaggio verso casa" da lavoro , mi e` venuta in mente questa canzone e visto che finche` c`e` vita ultimamente si e` data ai video , vi propongo esta cancion :). E cosi dopo l`elogio della cerveza , ecco a voi l`elogio della mujer !!!
Thursday, July 08, 2010
Elogio della Cerveza!!!
Se fredda poi ...
oggi temperature record e quello che ci vuole e` proprio una bella cerveza fredda! A chi dice che fa male, ricordo che contiene sostanze antiossidanti, utili per ridurre il rischio di malattie cardiovascolari e interviene sul controllo dell'omocisteina, il cui aumento favorisce la predisposizione a patologie cardiocircolatorie (fatemi fare un po` la dotta) :0)
certo sempre se bevuta con moderazione ...ma si sa` in Spagna la parola moderazione e` quantomai blasfema !!
visto che da un po` di tempo sono fissata con i video ecco a voi `l`"elogio della cerveza".
Wednesday, July 07, 2010
Monday, July 05, 2010
Monday, June 28, 2010
How Long is a Swatch Minute?"
E` incredibile come una notizia , in questo caso triste visto che si tratta della morte di un uomo ,l`imprenditore svizzero creatore dei mitici orologi Swatch, possa farti tornare in mente cose gioiose legate proprio a un orologio !!!!
Chi non ricorda il primo SWATCH??? il mio fu un regalo di una mia zia , persona meravigliosa a cui non smettero` di voler bene a cui di certo da lassu` il tempo non ha piu` tempo. Era costato 50 mila lire ed era bianco con in vista tutti gli ingranaggi , cinturino trasparente in plastica con effetto "appiccicoso" soprattutto d`estate ...l`estate degli esami di terza media,primi anni di liceo ,non ricordo con esattezza, roba comunque,da far venire i brividi solo a pensarci !!!
E come non ricordare la famosa canzone dello spot datata 1996 ...Breath .Rimanevo come ipnotizzata davanti al televisore ...che potenza la pubblicita` !!!
...respira la tua onestà
respira la tua innocenza nei miei confronti
respira le tue parole e liberami
respira per farmi respirare
Sunday, June 27, 2010
Friday, June 25, 2010
Sara` perche` la settimana scorsa dopo 6 mesi ho rivisto il mare ...di Cantabria,
sara` perche` questa sera c`e` aria di festa a Madrid per la vittoria della Nazionale ,
sara` perche` mi aspetta un we in cui dovro` piu` volte digitare i numeri della mia carta di credito per comprare i biglietti aerei per andare a "bode "di amici e per le mie vacanze ,
sara` perche` dopo una giornata con 35 C di temperatura adesso c`e` un bel temporale estivo ,
ma per me tutto questo e` MERAVIGLIOSO!!!!
....e adesso mi sa che iniziero` a tifare Espana!!!
Tuesday, June 01, 2010
That`s lifeThat`s life
That`s lifeThat`s life
That`s lifeThat`s life
That`s lifeThat`s life
That`s lifeThat`s life
That`s lifeThat`s life
That`s lifeThat`s life
That`s lifeThat`s life
That`s lifeThat`s life
That`s lifeThat`s life
That`s lifeThat`s life
That`s lifeThat`s life
That`s lifeThat`s life
That`s lifeThat`s life
That`s lifeThat`s life
That`s lifeThat`s life
That`s lifeThat`s life
That`s lifeThat`s life
That`s lifeThat`s life
That`s lifeThat`s life
That`s lifeThat`s life
That`s lifeThat`s life
That`s lifeThat`s life
That`s lifeThat`s life
That`s lifeThat`s life
That`s lifeThat`s life
That`s lifeThat`s life
That`s lifeThat`s life
That`s lifeThat`s life
That`s lifeThat`s life
That`s lifeThat`s life
That`s lifeThat`s life
That`s lifeThat`s life
That`s lifeThat`s life
Sunday, May 23, 2010
23 Maggio 1992 - 23 Maggio 2010
Giovanni Falcone, Francesca Morvillo,Vito Schifani,Rocco Dicillo,Antonio Montinaro .
"Si muore generalmente perché si è soli o perché si è entrati in un gioco troppo grande. Si muore spesso perché non si dispone delle necessarie alleanze, perché si è privi di sostegno. In Sicilia la mafia colpisce i servitori dello Stato che lo Stato non è riuscito a proteggere." Giovanni Falcone
Giovanni Falcone, Francesca Morvillo,Vito Schifani,Rocco Dicillo,Antonio Montinaro .
"Si muore generalmente perché si è soli o perché si è entrati in un gioco troppo grande. Si muore spesso perché non si dispone delle necessarie alleanze, perché si è privi di sostegno. In Sicilia la mafia colpisce i servitori dello Stato che lo Stato non è riuscito a proteggere." Giovanni Falcone
Friday, May 21, 2010
C'è SOLELUNA dentro di me, c'è l'acqua e c'è il fuoco, c'è notte, giorno, terra e mare, c'è troppo e c'è poco c'è SOLELUNA dentro di me, c'è l'acqua e c'è il fuoco c'è notte, giorno, terra e mare, c'è troppo e c'è poco certe sere amico mio mi viene in mente come certe sere prima di dormire io ripenso a quanto è complicato il cuore e dico lo sa solo DIO come è difficile andare fino in fondo nelle scelte che si fanno come è difficile restare al mondo vivere coerentemente vivere in mezzo alla gente scegliere quello che è buono distribuire agli amici il perdono c'è SOLELUNA dentro di me c'è l'acqua e c'è il fuoco c'è notte, giorno, terra e mare, c'è troppo e c'è poco c'è SOLELUNA dentro di me c'è l'acqua e c'è il fuoco c'è notte, giorno, terra e mare, c'è troppo e c'è poco Certe sere amico mio mi viene in mente come certe sere prima di dormire io io fino all'alba non riesco a dormire e sono albero e poi sasso sono un gabbiano che diventa cielo e sono pioggia e lampadina e sono un asino che prende il volo che prende il volo c'è SOLELUNA dentro di me c'è l'acqua e c'è il fuoco c'è notte, giorno, terra e mare, c'è troppo e c'è poco c'è SOLELUNA dentro di me c'è l'acqua e c'è il fuoco c'è notte, giorno, terra e mare, c'è troppo e c'è poco ATOMO CON ATOMO MOLECOLA CON MOLECOLA CELLULA CON CELLULA TESSUTO CON TESSUTO OSSA PELLE E MUSCOLI ANIMA E CERVELLO MADRE PADRE E FIGLIO SORELLA E FRATELLO AMICO COMPAGNO PAESANO E COMPAESANO UOMO AMBIENTE TERRA VICINISSIMO E LONTANO PIANETA COL SATELLITE LA STELLA COL PIANETA LO ZERO E L'INFINITO LA A, LA ZETA
c'è SOLELUNA dentro di me c'è l'acqua e c'è il fuoco c'è notte, giorno, terra e mare, c'è troppo e c'è poco c'è SOLELUNA dentro di me c'è l'acqua e c'è il fuoco c'è notte, giorno, terra e mare, c'è troppo e c'è poco E sono albero e poi sasso sono un gabbiano che diventa cielo e sono pioggia e lampadina e sono un asino che prende il volo e sono un pesce che diventa cane sono un cavallo che diventa sedia una matita che disegna case e queste case che diventan pane e questo pane che diventa vino e sono un vecchio che torna bambino c'è SOLELUNA dentro di me c'è l'acqua e c'è il fuoco c'è notte, giorno, terra e mare, c'è troppo e c'è poco c'è SOLELUNA dentro di me c'è SOLELUNA dentro di me c'è SOLELUNA dentro di me c'è l'acqua e c'è il fuoco c'è troppo e c'è poco dentro di me .
Mai ascoltare una canzona in piena notte ...finirai per cantarla tutto il giorno come un ronzio di una mosca fastidiosa ...quanti ricordi ....
e adesso prepariamoci per il we di sole di cene e picnic! Ole`!
Tuesday, May 18, 2010
Sunday, May 16, 2010
L'anima e il suo destino
"Non esiste un mondo peculiare della religione, nel quale valgono leggi e possono avvenire cose del tutto differenti rispetto al mondo reale. Non c'è che un unico mondo, e se si crede davvero che la religione cristiana abbia qualcosa di importante da dire quanto all'origine e alla direzione del mondo, e degli uomini che lo abitano, si deve essere in grado di argomentarlo al cospetto del sapere che il mondo ha di se stesso, cioè scienza e filosofia."
(V.Mancuso)
"Non esiste un mondo peculiare della religione, nel quale valgono leggi e possono avvenire cose del tutto differenti rispetto al mondo reale. Non c'è che un unico mondo, e se si crede davvero che la religione cristiana abbia qualcosa di importante da dire quanto all'origine e alla direzione del mondo, e degli uomini che lo abitano, si deve essere in grado di argomentarlo al cospetto del sapere che il mondo ha di se stesso, cioè scienza e filosofia."
(V.Mancuso)
Friday, May 14, 2010
Tuesday, May 11, 2010
Saturday, May 08, 2010
EL PELIGRO DE UNA SOLA HISTORIA...
Chimamanda Ngozi Adichie (Enugu, 15 settembre 1977) è una scrittrice nigeriana di etnia Igbo.
Le sue opere principali sono Ibisco viola (Fusi orari, 2006), incentrata sui traumi causati da un padre fanatico religioso, e Metà di un sole giallo (Einaudi, 2008), che narra la storia di due sorelle sullo sfondo della guerra del Biafra. (by Wikipedia)
Questo video mi ha molto colpito e mi ha fatto riflettere su come spesso ci sono immense moltitudini di uomini che passano su questa terra senza che la storia se ne avvede , senza che nessuno se ne accorge ; passano senza lasciare traccia alcuna che possa darci un barlume di verità sulle loro vicende , o vicissitudini, su questa terra. Sorge, allora ,il sospetto che la storia sia soltanto testimone di “certi fatti “, e di “certi tempi” e di “certe verità “, quelle dei potenti che si scrivono, o si fanno scrivere, la storia! La storia del loro potere, dei loro fini, che non coincidono con i nostri! Né con quelli dell’intero genere umano!
Chi raccontera` la storia dell`Africa? Cosa leggeranno le generazioni future su questo meraviglioso Continente?...buona visione!
http://www.ted.com/talks/lang/spa/chimamanda_adichie_the_danger_of_a_single_story.html
Chimamanda Ngozi Adichie (Enugu, 15 settembre 1977) è una scrittrice nigeriana di etnia Igbo.
Le sue opere principali sono Ibisco viola (Fusi orari, 2006), incentrata sui traumi causati da un padre fanatico religioso, e Metà di un sole giallo (Einaudi, 2008), che narra la storia di due sorelle sullo sfondo della guerra del Biafra. (by Wikipedia)
Questo video mi ha molto colpito e mi ha fatto riflettere su come spesso ci sono immense moltitudini di uomini che passano su questa terra senza che la storia se ne avvede , senza che nessuno se ne accorge ; passano senza lasciare traccia alcuna che possa darci un barlume di verità sulle loro vicende , o vicissitudini, su questa terra. Sorge, allora ,il sospetto che la storia sia soltanto testimone di “certi fatti “, e di “certi tempi” e di “certe verità “, quelle dei potenti che si scrivono, o si fanno scrivere, la storia! La storia del loro potere, dei loro fini, che non coincidono con i nostri! Né con quelli dell’intero genere umano!
Chi raccontera` la storia dell`Africa? Cosa leggeranno le generazioni future su questo meraviglioso Continente?...buona visione!
http://www.ted.com/talks/lang/spa/chimamanda_adichie_the_danger_of_a_single_story.html
Wednesday, May 05, 2010
Dedicato agli adulti!
Dite: è faticoso frequentare bambini. Avete ragione.
Poi aggiungete: bisogna mettersi al loro livello, abbassarsi, inclinarsi, curvarsi, farsi piccoli.
Ora avete torto. Non è questo che più stanca. É piuttosto il fatto di essere obbligati ad innalzarsi fino all'altezza dei loro sentimenti. Tirarsi, allungarsi, alzarsi sulla punta dei piedi.
Per non ferirli.
Janusz Korczack
Dite: è faticoso frequentare bambini. Avete ragione.
Poi aggiungete: bisogna mettersi al loro livello, abbassarsi, inclinarsi, curvarsi, farsi piccoli.
Ora avete torto. Non è questo che più stanca. É piuttosto il fatto di essere obbligati ad innalzarsi fino all'altezza dei loro sentimenti. Tirarsi, allungarsi, alzarsi sulla punta dei piedi.
Per non ferirli.
Janusz Korczack
Monday, May 03, 2010
Thursday, April 22, 2010
Monday, April 12, 2010
MURI
Sono giorni questi in cui vorrei avere tanto coraggio , il coraggio di prendere un`altra decisione importante della mia vita.Coraggio che questa volta non e` sinonimo di ansia , di paura, di notti insonni .E` il coraggio della consapevolezza...
Per la prima volta sto venendo a contatto con la dolorosa realta` dei contratti a termine , della possibilita` di poter rimanere senza lavoro per qualche mese , della paura di rimanere imprigionata tra cio` che voglio e cio` che e` giusto fare.
Ma sono anche giorni in cui mi dico che in fondo bisogna seguire sempre l`istinto, del resto , ho sempre odiato chi vuole una cosa e poi prega affinche` ne accada un`altra.
L`altra notte rileggevo i miei vecchi post come quando si legge un vecchio diario impolverato e messo in cantina .Rileggerlo mi ha fatto sorridere , anche commuovere , lo ammetto , e non per le cose sconclusionate scritte, quanto per quel modo nuovo di raccontare- scrivere su un blog-, raccontare un`avventura ,quella americana , senza se e senza ma , con l`entusiasmo di chi ha vissuto tutto con la leggerezza che ne traspariva.Leggere i commenti di amici , di persone sconosciute , ma a me tanto care , gli amici del blog , di gente dall`apparizione fugace , di mio padre ,di Michele (a proposito , come si sta lassu` tra gli angeli)???, mi ha fatto capire come in questi anni sono cambiata e siamo cambiati.
Il "fastidioso " a volte , voyerismo del faccia libro, ha cambiato pure lui , il mio blog , ha impigrito me nello scrivere ...forse.L`andare a vedere il faccia libro , ci ha resi un po` come quei fumatori incalliti che al risveglio al mattino devono accendere la loro sigaretta per dare inizio alla giornata.
Affidiamo con frasi anche "stonate" per non dire incorrette , il nostro disappunto o approvazione verso noi e i nostri amici , a faccine i nostri stati d`animo, mettere foto ci rassicura del fatto che ci siamo , siamo anche noi protagonisti di un evento , della storia, della nostra storia. E siccome la storia e` testimone dei tempi ,mi chiedo se qualcuno tra cent`anni leggera` la mia "storia" scritta in megabyte ,se il mio FB o il mio blog riusciranno ad essere i fedeli testimoni "virtuali" , del "reale".
Poco importa caro blog,scrivero` la mia storia "virtuale" quando ne avro` voglia , quando avro` voglia di far conoscere attraverso parole scritte alla rinfusa , -Me- ...in fondo non ho mai avuto il vizio del fumo ma accendo la sigaretta solo quando ne ho voglia e se ne ho voglia. Parafrasando Calvino... , scrivo nascondendo qualcosa che in fondo voglio che sia scoperto.
Finche` c`e` vita ci saro` io , ci sara` ancora un muro virtuale su cui scrivere e tanti muri reali da scavalcare e abbattere se necessario.Muri colorati e bassi e muri alti e dai colori cupi , muri da scrivere ,da scarabocchiare ,muri su cui appoggiarsi e su cui piangere, muri divisori tra lavoro e divertimento ,muri su cui poggiare l`orecchio e ascoltare,muri da prendere a calci e muri da graffiarsi le mani , insomma la mia storia caro blog!
Sono giorni questi in cui vorrei avere tanto coraggio , il coraggio di prendere un`altra decisione importante della mia vita.Coraggio che questa volta non e` sinonimo di ansia , di paura, di notti insonni .E` il coraggio della consapevolezza...
Per la prima volta sto venendo a contatto con la dolorosa realta` dei contratti a termine , della possibilita` di poter rimanere senza lavoro per qualche mese , della paura di rimanere imprigionata tra cio` che voglio e cio` che e` giusto fare.
Ma sono anche giorni in cui mi dico che in fondo bisogna seguire sempre l`istinto, del resto , ho sempre odiato chi vuole una cosa e poi prega affinche` ne accada un`altra.
L`altra notte rileggevo i miei vecchi post come quando si legge un vecchio diario impolverato e messo in cantina .Rileggerlo mi ha fatto sorridere , anche commuovere , lo ammetto , e non per le cose sconclusionate scritte, quanto per quel modo nuovo di raccontare- scrivere su un blog-, raccontare un`avventura ,quella americana , senza se e senza ma , con l`entusiasmo di chi ha vissuto tutto con la leggerezza che ne traspariva.Leggere i commenti di amici , di persone sconosciute , ma a me tanto care , gli amici del blog , di gente dall`apparizione fugace , di mio padre ,di Michele (a proposito , come si sta lassu` tra gli angeli)???, mi ha fatto capire come in questi anni sono cambiata e siamo cambiati.
Il "fastidioso " a volte , voyerismo del faccia libro, ha cambiato pure lui , il mio blog , ha impigrito me nello scrivere ...forse.L`andare a vedere il faccia libro , ci ha resi un po` come quei fumatori incalliti che al risveglio al mattino devono accendere la loro sigaretta per dare inizio alla giornata.
Affidiamo con frasi anche "stonate" per non dire incorrette , il nostro disappunto o approvazione verso noi e i nostri amici , a faccine i nostri stati d`animo, mettere foto ci rassicura del fatto che ci siamo , siamo anche noi protagonisti di un evento , della storia, della nostra storia. E siccome la storia e` testimone dei tempi ,mi chiedo se qualcuno tra cent`anni leggera` la mia "storia" scritta in megabyte ,se il mio FB o il mio blog riusciranno ad essere i fedeli testimoni "virtuali" , del "reale".
Poco importa caro blog,scrivero` la mia storia "virtuale" quando ne avro` voglia , quando avro` voglia di far conoscere attraverso parole scritte alla rinfusa , -Me- ...in fondo non ho mai avuto il vizio del fumo ma accendo la sigaretta solo quando ne ho voglia e se ne ho voglia. Parafrasando Calvino... , scrivo nascondendo qualcosa che in fondo voglio che sia scoperto.
Finche` c`e` vita ci saro` io , ci sara` ancora un muro virtuale su cui scrivere e tanti muri reali da scavalcare e abbattere se necessario.Muri colorati e bassi e muri alti e dai colori cupi , muri da scrivere ,da scarabocchiare ,muri su cui appoggiarsi e su cui piangere, muri divisori tra lavoro e divertimento ,muri su cui poggiare l`orecchio e ascoltare,muri da prendere a calci e muri da graffiarsi le mani , insomma la mia storia caro blog!
Wednesday, February 10, 2010
Saturday, November 28, 2009
Thursday, November 19, 2009
Il vagone umano
Ore 7am: la mia sveglia mi ricorda che e` ora di prepararsi un bel caffe` e di iniziare la giornata.
Ore 8 am . Il traffico di Madrid non mi fa rimpiangere la scelta di usare i mezzi di trasporto pubblici e cosi ,eccomi entrata su uno dei tanti vagoni della metro. Il fischio della macchina indica che le porte si stanno per chiudere...ahime` non iniziera` per me una giornata alla Sliding Doors...tante`...
Dalle 8 e O1 mi circonda il caos di una citta` viva e sempre di fretta :rumori , musiche,suoni differenti mi travolgono .
Ancora assonnata mi faccio spazio tra uomini e donne intenti a leggere , ad ascoltare musica , tra bambini che tirano le giacche alle madri perche` attirino un po` della loro attenzione .
Attenzione la mia, attirata invece da una coppia , da una bella coppia di giovani. Lui e` alto , fisico palestrato , "abbronzato" come direbbe Berlusconi , lei porta dei lunghi capelli , una bellezza nordica ,bianca come la t-shirt che indossa.Li vedo agitarsi , come se stessero parlando animatamente .Si parlando , ma non sento , non sento i suoni di una discussione , non sento . Dico a me stessa che forse avrei dovuto prendere piu` caffe`.Li perdo per un attimo di vista . Ancora una volta le porte del vagone si sono aperte ...rumore "out" , altro rumore "in" , alla folla di prima si sostituisce un`altra folla , si riparte.
I due continuano ad agitarsi , continuo a non sentire le loro parole , capisco che stanno litigando e con mia sorpresa, mi accorgo che quello a cui sto assistendo, e` un film muto in bianco e nero, e` proprio il caso di dirlo.I due giovani stanno parlando eccome , lo fanno con segni a me sconosciuti , quei segni che il destino ha voluto disgraziatamente donare ai sordomuti. C`era un film tanti anni fa che si intitolava Figli di un Dio Minore , con W.Hurt e M.Matleen, ve lo ricordate?Affrontava anche se poi si perdeva nel cliche` del film romantico ,le problematiche dei sordi...credo lo rivedro`.
Proseguo verso la stazione , verso quel treno che mi portera` a lavoro , ripenso alla coppia , alle tanta gente incontrata in questi mesi su questi vagoni. Sorrido , pensando che anche questa giornata sara` come un manifesto , in cui la cornice non potra` non essere che "un vagone umano".
Ore 7am: la mia sveglia mi ricorda che e` ora di prepararsi un bel caffe` e di iniziare la giornata.
Ore 8 am . Il traffico di Madrid non mi fa rimpiangere la scelta di usare i mezzi di trasporto pubblici e cosi ,eccomi entrata su uno dei tanti vagoni della metro. Il fischio della macchina indica che le porte si stanno per chiudere...ahime` non iniziera` per me una giornata alla Sliding Doors...tante`...
Dalle 8 e O1 mi circonda il caos di una citta` viva e sempre di fretta :rumori , musiche,suoni differenti mi travolgono .
Ancora assonnata mi faccio spazio tra uomini e donne intenti a leggere , ad ascoltare musica , tra bambini che tirano le giacche alle madri perche` attirino un po` della loro attenzione .
Attenzione la mia, attirata invece da una coppia , da una bella coppia di giovani. Lui e` alto , fisico palestrato , "abbronzato" come direbbe Berlusconi , lei porta dei lunghi capelli , una bellezza nordica ,bianca come la t-shirt che indossa.Li vedo agitarsi , come se stessero parlando animatamente .Si parlando , ma non sento , non sento i suoni di una discussione , non sento . Dico a me stessa che forse avrei dovuto prendere piu` caffe`.Li perdo per un attimo di vista . Ancora una volta le porte del vagone si sono aperte ...rumore "out" , altro rumore "in" , alla folla di prima si sostituisce un`altra folla , si riparte.
I due continuano ad agitarsi , continuo a non sentire le loro parole , capisco che stanno litigando e con mia sorpresa, mi accorgo che quello a cui sto assistendo, e` un film muto in bianco e nero, e` proprio il caso di dirlo.I due giovani stanno parlando eccome , lo fanno con segni a me sconosciuti , quei segni che il destino ha voluto disgraziatamente donare ai sordomuti. C`era un film tanti anni fa che si intitolava Figli di un Dio Minore , con W.Hurt e M.Matleen, ve lo ricordate?Affrontava anche se poi si perdeva nel cliche` del film romantico ,le problematiche dei sordi...credo lo rivedro`.
Proseguo verso la stazione , verso quel treno che mi portera` a lavoro , ripenso alla coppia , alle tanta gente incontrata in questi mesi su questi vagoni. Sorrido , pensando che anche questa giornata sara` come un manifesto , in cui la cornice non potra` non essere che "un vagone umano".
Tuesday, November 10, 2009
Io quella volta li avevo 25 anni (G.Gaber)
Io, quella volta lì, avevo sessant'anni. Eravamo nel 2000 o
giù di lì. Praticamente ora. E vedendo le nuove generazioni, i venticinquenni
di ora così diversi mi domando: che eredità abbiamo lasciato ai nostri figli?
Forse, in alcuni casi, un normale benessere. Ma non è questo il punto. Voglio
dire... un’idea, un sentimento, una morale, una visione del mondo... No, tutto
questo non lo vedo. Allora ci saranno senz’altro delle colpe. Sì, il coro della
tragedia greca: i figli devono espiare le colpe dei padri.
Siamo stati forse noi padri insensibili, autoritari, legislatori di stupide
istituzioni? No. Allora dove sono le nostre colpe. Un momento, era troppo
facile per noi essere pacifisti, antiautoritari e democratici. I nostri padri
avevano fatto la resistenza. Forse avremmo dovuto farla anche noi, la
resistenza. E’ sempre tempo di resistenza. Perché invece di esibire il nostro
atteggiamento libertario non abbiamo dato uno sguardo all’avanzata dello
sviluppo insensato? Perché invece di parlare di buoni e di cattivi non abbiamo
alzato un muro contro la mano invisibile e spudorata del Mercato? Perché
avvertivamo l’appiattimento del consumo e compravamo motorini ai nostri figli?
Perché non ci siamo mai ribellati alla violenza dell’oggetto?
Il Mercato ci ringrazia. Gli abbiamo dato il nostro prezioso contributo.
Ma voi, sì, voi come figli, non avete neanche una colpa?
Dov’è il segno di una vita diversa? Forse sono io che non vedo. Rispondetemi:
dov’è la spinta verso qualcosa che sta per rinascere? Dov’è la vostra
individuazione del nemico? Quale resistenza avete fatto contro il potere,
contro le ideologie dominanti, contro l’annientamento dell’individuo?
Daccordo, non posso essere io a lanciare ingiurie contro la vostra impotenza.
C’ho da pensare alla mia. Però spiegatemi perché vi abbandonate ad un’inerzia
così silenziosa e passiva? Perché vi rassegnate a questa vita mediocre senza
l’ombra di un desiderio, di uno slancio, di una proposta qualsiasi? Forse il
mio stomaco richiede qualcosa di più spettacolare, di più rabbioso, di più
violento? No! Di più vitale, di più rigoroso, qualcosa che possa esprimere
almeno un rifiuto, un’indignazione, un dolore…
Quale dolore? Ormai non sappiamo neanche più cos’è, il dolore! Siamo caduti
in una specie di noia, di depressione... Certo, è il marchio dell’epoca. E
quando la noia e la depressione si insinuano dentro di noi tutto sembra privo
di significato. Si potrebbe dire la stessa cosa del dolore? No!
Il dolore è visibile, chiaro, localizzato, mentre la depressione evoca un male
senza sede, senza sostanza, senza nulla... salvo questo nulla non
identificabile che ci corrode.
Io, quella volta lì, avevo sessant'anni. Eravamo nel 2000 o
giù di lì. Praticamente ora. E vedendo le nuove generazioni, i venticinquenni
di ora così diversi mi domando: che eredità abbiamo lasciato ai nostri figli?
Forse, in alcuni casi, un normale benessere. Ma non è questo il punto. Voglio
dire... un’idea, un sentimento, una morale, una visione del mondo... No, tutto
questo non lo vedo. Allora ci saranno senz’altro delle colpe. Sì, il coro della
tragedia greca: i figli devono espiare le colpe dei padri.
Siamo stati forse noi padri insensibili, autoritari, legislatori di stupide
istituzioni? No. Allora dove sono le nostre colpe. Un momento, era troppo
facile per noi essere pacifisti, antiautoritari e democratici. I nostri padri
avevano fatto la resistenza. Forse avremmo dovuto farla anche noi, la
resistenza. E’ sempre tempo di resistenza. Perché invece di esibire il nostro
atteggiamento libertario non abbiamo dato uno sguardo all’avanzata dello
sviluppo insensato? Perché invece di parlare di buoni e di cattivi non abbiamo
alzato un muro contro la mano invisibile e spudorata del Mercato? Perché
avvertivamo l’appiattimento del consumo e compravamo motorini ai nostri figli?
Perché non ci siamo mai ribellati alla violenza dell’oggetto?
Il Mercato ci ringrazia. Gli abbiamo dato il nostro prezioso contributo.
Ma voi, sì, voi come figli, non avete neanche una colpa?
Dov’è il segno di una vita diversa? Forse sono io che non vedo. Rispondetemi:
dov’è la spinta verso qualcosa che sta per rinascere? Dov’è la vostra
individuazione del nemico? Quale resistenza avete fatto contro il potere,
contro le ideologie dominanti, contro l’annientamento dell’individuo?
Daccordo, non posso essere io a lanciare ingiurie contro la vostra impotenza.
C’ho da pensare alla mia. Però spiegatemi perché vi abbandonate ad un’inerzia
così silenziosa e passiva? Perché vi rassegnate a questa vita mediocre senza
l’ombra di un desiderio, di uno slancio, di una proposta qualsiasi? Forse il
mio stomaco richiede qualcosa di più spettacolare, di più rabbioso, di più
violento? No! Di più vitale, di più rigoroso, qualcosa che possa esprimere
almeno un rifiuto, un’indignazione, un dolore…
Quale dolore? Ormai non sappiamo neanche più cos’è, il dolore! Siamo caduti
in una specie di noia, di depressione... Certo, è il marchio dell’epoca. E
quando la noia e la depressione si insinuano dentro di noi tutto sembra privo
di significato. Si potrebbe dire la stessa cosa del dolore? No!
Il dolore è visibile, chiaro, localizzato, mentre la depressione evoca un male
senza sede, senza sostanza, senza nulla... salvo questo nulla non
identificabile che ci corrode.
Sunday, October 18, 2009
Friday, September 18, 2009
Per gentile concessione spero di Elisen riporto questo suo bellissimo post .Lo ha intitolato il mal del rientro ...io lo intitolerei il "mal" di noi nomadi .
Grazie Elisen!!!
Non sono rientrata dalla vacanze che da una decina di giorni e già mi sembra un secolo. E qui si potrebbe iniziare coi luoghi comuni tipo 'il tempo vola quando ci si diverte' etc, ma io mi dò una spiegazione più meditata e cioè che il tempo vola quando la nostra vita è fittamente intessuta con quella degli altri. Il tempo passa proporzionalmente più veloce alla quantità di relazioni che si hanno. E' la solitudine che fa mettere la retromarcia alle lancette. E qui purtroppo io un pò sola mi sento. Ho il mio amore accanto, ma passo tutto il giorno senza di lui. E non è questione di lavoro, attività o di persone che si conoscono e con le quali dividiamo quella o quell'altra cosa da fare; il punto è che senza la famiglia e senza lo strato storico degli amici si è un pò col culo per terra, tanto per essere chiari. I vantaggi sono enormi, perché, essere sganciati dal cuscino degli affetti, significa anche essere più liberi, mentalmente e profondamente; senza cuscino-zavorra, la testa si apre a possibilità che si scartavano a priori, perché vittime di pensieri a circuito viziato. Ma la libertà spaventa e non è facile gestirla. Non si è abituati, o almeno io non lo ero, e ho faticato per capire cosa fosse e cosa comportasse per me. E ancora non la vivo a pieno, perché la nostra mente è capace di grandi limiti autoimposti. D'altra parte il cuscino è comodità, sicurezza e il tempo con lui scorre inghiottito da voraci rassicuranti abitudini di parole, di atteggiamenti, di gesti. Non credo che nella vita sia da preferire il cuscino-zavorra ma è certo che dopo esserci stati per un pò seduti sopra si sente, senza, tutto il duro del pavimento. Ma soprattutto il silenzio tipico delle case vuote, senza niente dentro. E tu seduta al centro della stanza più grande, per terra, senti le ossa appoggiarsi e cercare una forma di comodità. Poi ti sdrai, guardi in alto e allarghi braccia e gambe, a mo' d'uomo vinciano. Espansa, così, in tutte le direzioni, ti sgranchisci e senti che ci sei. Tu, per prima. Tu, da sola ma mai sola.
Grazie Elisen!!!
Non sono rientrata dalla vacanze che da una decina di giorni e già mi sembra un secolo. E qui si potrebbe iniziare coi luoghi comuni tipo 'il tempo vola quando ci si diverte' etc, ma io mi dò una spiegazione più meditata e cioè che il tempo vola quando la nostra vita è fittamente intessuta con quella degli altri. Il tempo passa proporzionalmente più veloce alla quantità di relazioni che si hanno. E' la solitudine che fa mettere la retromarcia alle lancette. E qui purtroppo io un pò sola mi sento. Ho il mio amore accanto, ma passo tutto il giorno senza di lui. E non è questione di lavoro, attività o di persone che si conoscono e con le quali dividiamo quella o quell'altra cosa da fare; il punto è che senza la famiglia e senza lo strato storico degli amici si è un pò col culo per terra, tanto per essere chiari. I vantaggi sono enormi, perché, essere sganciati dal cuscino degli affetti, significa anche essere più liberi, mentalmente e profondamente; senza cuscino-zavorra, la testa si apre a possibilità che si scartavano a priori, perché vittime di pensieri a circuito viziato. Ma la libertà spaventa e non è facile gestirla. Non si è abituati, o almeno io non lo ero, e ho faticato per capire cosa fosse e cosa comportasse per me. E ancora non la vivo a pieno, perché la nostra mente è capace di grandi limiti autoimposti. D'altra parte il cuscino è comodità, sicurezza e il tempo con lui scorre inghiottito da voraci rassicuranti abitudini di parole, di atteggiamenti, di gesti. Non credo che nella vita sia da preferire il cuscino-zavorra ma è certo che dopo esserci stati per un pò seduti sopra si sente, senza, tutto il duro del pavimento. Ma soprattutto il silenzio tipico delle case vuote, senza niente dentro. E tu seduta al centro della stanza più grande, per terra, senti le ossa appoggiarsi e cercare una forma di comodità. Poi ti sdrai, guardi in alto e allarghi braccia e gambe, a mo' d'uomo vinciano. Espansa, così, in tutte le direzioni, ti sgranchisci e senti che ci sei. Tu, per prima. Tu, da sola ma mai sola.
Monday, September 14, 2009
Si cresce...
Scusami sono un po' confusa
dopo i trent'anni dicono che sia normale
che succede a tutti
nessuno escluso
e meno male che ho l'istinto e l'abitudine
ad arginare questo vuoto di inquietudine
perché se avessi meno cose per cui correre
dovrei guardare in faccia il buio
farmi raggiungere...
SD le rive dell`Arrone
Scusami sono un po' confusa
dopo i trent'anni dicono che sia normale
che succede a tutti
nessuno escluso
e meno male che ho l'istinto e l'abitudine
ad arginare questo vuoto di inquietudine
perché se avessi meno cose per cui correre
dovrei guardare in faccia il buio
farmi raggiungere...
SD le rive dell`Arrone
Sunday, August 02, 2009
E impari che hai voglia di imparare ancora e tanto.
E crescendo impari che la felicità non e' quella delle grandi cose.
Non e' quella che si insegue a vent'anni, quando, come gladiatori si combatte il mondo per uscirne vittoriosi...
la felicità non e' quella che affanosamente si insegue credendo che l'amore sia tutto o niente,. ..
non e' quella delle emozioni forti che fanno il "botto" e che esplodono fuori con tuoni spettacolari...
la felicità non e' quella di grattacieli da scalare, di sfide da vincere mettendosi continuamente alla prova.
Crescendo impari che la felicità e' fatta di cose piccole ma preziose...
...e impari che il profumo del caffe' al mattino e' un piccolo rituale di felicità, che bastano le note di una canzone, le sensazioni di un libro dai colori che scaldano il cuore, che bastano gli aromi di una cucina, la poesia dei pittori della felicità, che basta il muso del tuo gatto o del tuo cane per sentire una felicità lieve.
E impari che la felicità e' fatta di emozioni in punta di piedi, di piccole esplosioni che in sordina allargano il cuore, che le stelle ti possono commuovere e il sole far brillare gli occhi,
e impari che un campo di girasoli sa illuminarti il volto, che il profumo della primavera ti sveglia dall'inverno, e che sederti a leggere all'ombra di un albero rilassa e libera i pensieri.
E impari che l'amore e' fatto di sensazioni delicate, di piccole scintille allo stomaco, di presenze vicine anche se lontane, e impari che il tempo si dilata e che quei 5 minuti sono preziosi e lunghi più di tante ore,
e impari che basta chiudere gli occhi, accendere i sensi, sfornellare in cucina, leggere una poesia, scrivere su un libro o guardare una foto per annullare il tempo e le distanze ed essere con chi ami.
E impari che sentire una voce al telefono, ricevere un messaggio inaspettato, sono piccolo attimi felici.
E impari ad avere, nel cassetto e nel cuore, sogni piccoli ma preziosi.
E impari che tenere in braccio un bimbo e' una deliziosa felicità.
E impari che i regali più grandi sono quelli che parlano delle persone che ami...
E impari che c'e' felicità anche in quella urgenza di scrivere su un foglio i tuoi pensieri, che c'e' qualcosa di amaramente felice anche nella malinconia.
E impari che nonostante le tue difese,
nonostante il tuo volere o il tuo destino,
in ogni gabbiano che vola c'e' nel cuore un piccolo-grande
Jonathan Livingston.
E impari quanto sia bella e grandiosa la semplicità.
F.Volo
E crescendo impari che la felicità non e' quella delle grandi cose.
Non e' quella che si insegue a vent'anni, quando, come gladiatori si combatte il mondo per uscirne vittoriosi...
la felicità non e' quella che affanosamente si insegue credendo che l'amore sia tutto o niente,. ..
non e' quella delle emozioni forti che fanno il "botto" e che esplodono fuori con tuoni spettacolari...
la felicità non e' quella di grattacieli da scalare, di sfide da vincere mettendosi continuamente alla prova.
Crescendo impari che la felicità e' fatta di cose piccole ma preziose...
...e impari che il profumo del caffe' al mattino e' un piccolo rituale di felicità, che bastano le note di una canzone, le sensazioni di un libro dai colori che scaldano il cuore, che bastano gli aromi di una cucina, la poesia dei pittori della felicità, che basta il muso del tuo gatto o del tuo cane per sentire una felicità lieve.
E impari che la felicità e' fatta di emozioni in punta di piedi, di piccole esplosioni che in sordina allargano il cuore, che le stelle ti possono commuovere e il sole far brillare gli occhi,
e impari che un campo di girasoli sa illuminarti il volto, che il profumo della primavera ti sveglia dall'inverno, e che sederti a leggere all'ombra di un albero rilassa e libera i pensieri.
E impari che l'amore e' fatto di sensazioni delicate, di piccole scintille allo stomaco, di presenze vicine anche se lontane, e impari che il tempo si dilata e che quei 5 minuti sono preziosi e lunghi più di tante ore,
e impari che basta chiudere gli occhi, accendere i sensi, sfornellare in cucina, leggere una poesia, scrivere su un libro o guardare una foto per annullare il tempo e le distanze ed essere con chi ami.
E impari che sentire una voce al telefono, ricevere un messaggio inaspettato, sono piccolo attimi felici.
E impari ad avere, nel cassetto e nel cuore, sogni piccoli ma preziosi.
E impari che tenere in braccio un bimbo e' una deliziosa felicità.
E impari che i regali più grandi sono quelli che parlano delle persone che ami...
E impari che c'e' felicità anche in quella urgenza di scrivere su un foglio i tuoi pensieri, che c'e' qualcosa di amaramente felice anche nella malinconia.
E impari che nonostante le tue difese,
nonostante il tuo volere o il tuo destino,
in ogni gabbiano che vola c'e' nel cuore un piccolo-grande
Jonathan Livingston.
E impari quanto sia bella e grandiosa la semplicità.
F.Volo
Tuesday, June 23, 2009
COSI PARLO` MINZOLINI NEL `94
Viva la coerenza!!!!
“Le smentite a ripetizione rivelano solo che abbiamo una classe politica nuova che non ha ancora assimilato il fatto che un politico è un uomo pubblico in ogni momento della sua giornata e che deve comportarsi e parlare come tale. […] Quattro anni fa, e cioè in tempi non sospetti, scrissi che la nomina di Giampaolo Sodano alla Rai nasceva dai salotti di Gbr, la televisione di Anja Pieroni. Oggi penso che se noi avessimo raccontato di più la vita privata dei leader politici forse non saremmo arrivati a tangentopoli, forse li avremmo costretti a cambiare oppure ad andarsene. Non è stato un buon servizio per il paese il nostro fair play: abbiamo semplicemente peccato di ipocrisia. Di Anja Pieroni sapevamo tutto da sempre e non era solo un personaggio della vita intima di Craxi. La distinzione fra pubblico e privato è manichea: ripeto, un politico deve sapere che ogni aspetto della sua vita è pubblico. Se non accetta questa regola rinunci a fare il politico”
Viva la coerenza!!!!
“Le smentite a ripetizione rivelano solo che abbiamo una classe politica nuova che non ha ancora assimilato il fatto che un politico è un uomo pubblico in ogni momento della sua giornata e che deve comportarsi e parlare come tale. […] Quattro anni fa, e cioè in tempi non sospetti, scrissi che la nomina di Giampaolo Sodano alla Rai nasceva dai salotti di Gbr, la televisione di Anja Pieroni. Oggi penso che se noi avessimo raccontato di più la vita privata dei leader politici forse non saremmo arrivati a tangentopoli, forse li avremmo costretti a cambiare oppure ad andarsene. Non è stato un buon servizio per il paese il nostro fair play: abbiamo semplicemente peccato di ipocrisia. Di Anja Pieroni sapevamo tutto da sempre e non era solo un personaggio della vita intima di Craxi. La distinzione fra pubblico e privato è manichea: ripeto, un politico deve sapere che ogni aspetto della sua vita è pubblico. Se non accetta questa regola rinunci a fare il politico”
Thursday, May 28, 2009
Wednesday, April 29, 2009
Blogger il Giudice said...
Ciao Tizi Come va? Sono michel l'amico della Marilena!
Quest'estate sono stato dalle parti di Catania...! Incredible!
Se ti interessa il mio contatto di messenger è il seguente: puntacana05@hotmail.it
ciao e buona vita negli States...
cosi scrivevi tempo fa...
A te caro Michele Buon viaggio , il piu` importante e misterioso, almeno per noi vivi.Grazie per la tua simpatia e per essere passato qualche volta qui su finche` c`e` vita...finche` c`e` vita ci saranno i ricordi e quelli , non moriranno mai !
ciao Lost Prophet!
Tiziana
Ciao Tizi Come va? Sono michel l'amico della Marilena!
Quest'estate sono stato dalle parti di Catania...! Incredible!
Se ti interessa il mio contatto di messenger è il seguente: puntacana05@hotmail.it
ciao e buona vita negli States...
cosi scrivevi tempo fa...
A te caro Michele Buon viaggio , il piu` importante e misterioso, almeno per noi vivi.Grazie per la tua simpatia e per essere passato qualche volta qui su finche` c`e` vita...finche` c`e` vita ci saranno i ricordi e quelli , non moriranno mai !
ciao Lost Prophet!
Tiziana
Sunday, April 05, 2009
Sunday, March 29, 2009
IL TEMPO
e anche marzo e` quasi archiviato , qui oggi l`inverno sembra essere tornato come se avesse dimenticato qualcosa in casa della Primavera ...
Assaporo i pochi giorni che mi divdono da un altro viaggio in solitaria quello a Praga il prossimo 9 aprile. Cerchero` ancora una volta di assaporare tutta la magia del viaggio ,del mio viaggio. e si perche` in realta` a viaggiare non saro` da sola , mi fara` compagnia ancora una volta la mia voglia di esplorare , di conoscere e di perdermi .
Il tempo scorre , i mesi qui in Spagna non sono ancora ben scanditi , troppo lavoro ,troppa voglia di dimostrare a me stessa che sono in grado di affrontare tutte le difficolta` che questo cambiamento ,non solo di latitudine, ha comportato.
Mi viene incontro Kafka ...quello stesso Kafka che tra pochi giorni incontrero` a Praga e mi sento sollevata dalle sue parole.Non ho nessuna intenzione di precipitare,i gradini da fare sono tanti , le scale sembrano ripide, l`inverno sta prendendo il suo mantello , tornera` di nuovo forse e io lo accogliero` sorridendo.
Notte!
Il tempo che ti è assegnato è così breve che se perdi un secondo hai già perduto tutta la vita, perché non dura di più,dura solo quanto il tempo che perdi. Se dunque hai imboccato una via, prosegui per quella, in qualunque circostanza, non puoi che guadagnare, non corri alcun pericolo, alla fine forse precipiterai, ma se ti fossi voltato indietro fin dopo i primi passi e fossi sceso giù per la scala, saresti precipitato fin da principio, e non forse, ma certissimamente.
Franz Kafka, Patrocinatori
e anche marzo e` quasi archiviato , qui oggi l`inverno sembra essere tornato come se avesse dimenticato qualcosa in casa della Primavera ...
Assaporo i pochi giorni che mi divdono da un altro viaggio in solitaria quello a Praga il prossimo 9 aprile. Cerchero` ancora una volta di assaporare tutta la magia del viaggio ,del mio viaggio. e si perche` in realta` a viaggiare non saro` da sola , mi fara` compagnia ancora una volta la mia voglia di esplorare , di conoscere e di perdermi .
Il tempo scorre , i mesi qui in Spagna non sono ancora ben scanditi , troppo lavoro ,troppa voglia di dimostrare a me stessa che sono in grado di affrontare tutte le difficolta` che questo cambiamento ,non solo di latitudine, ha comportato.
Mi viene incontro Kafka ...quello stesso Kafka che tra pochi giorni incontrero` a Praga e mi sento sollevata dalle sue parole.Non ho nessuna intenzione di precipitare,i gradini da fare sono tanti , le scale sembrano ripide, l`inverno sta prendendo il suo mantello , tornera` di nuovo forse e io lo accogliero` sorridendo.
Notte!
Il tempo che ti è assegnato è così breve che se perdi un secondo hai già perduto tutta la vita, perché non dura di più,dura solo quanto il tempo che perdi. Se dunque hai imboccato una via, prosegui per quella, in qualunque circostanza, non puoi che guadagnare, non corri alcun pericolo, alla fine forse precipiterai, ma se ti fossi voltato indietro fin dopo i primi passi e fossi sceso giù per la scala, saresti precipitato fin da principio, e non forse, ma certissimamente.
Franz Kafka, Patrocinatori
Thursday, March 19, 2009
Monday, February 09, 2009
Ciao Eluana ...
La foto che manca
di Giovanni Maria Bellu
Guardate bene quelle foto. I giornali domani ne saranno pieni. Le televisioni inonderanno le case degli italiani con l’immagine di Eluana. E taceranno il fatto che quella ragazza, la ragazza sorridente delle foto, non esiste più da diciassette anni.
Il presidente del Consiglio, con la tempestività dello specialista di marketing, ha immediatamente avviato la seconda fase dell’operazione-Eluana. La sua prima dichiarazione è chiara fino alla spudoratezza. "E’ stata resa impossibile l'azione per salvarla".
Guardate quella foto e osservate la curva dei sondaggi. Cinque giorni fa due italiani su tre condividevano la scelta di Beppino Englaro. Ieri il paese era diviso a metà. Nel mezzo c’è stata una delle più colossali operazioni di disinformazione del dopoguerra. Sarà interessante e istruttivo studiarla. Perché la campagna mediatica della tragedia di Eluana Englaro è la dimostrazione evidente dei danni che la cosiddetta “anomalia italiana” è in grado di produrre nella libera formazione del consenso.
La tempestività con cui Silvio Berlusconi ha diffuso la sua dichiarazione chiarisce a tutti quelli che ancora non se n’erano accorti il senso dell’intera operazione: attribuire la morte di Eluana Englaro al capo dello Stato e all’intera opposizione. Con qualche venatura di “giallo” come ha potuto constatare chi, poco fa, si trovava davanti alla televisione e ha avuto la disgrazia di sentire Bruno Vespa.
L’uso delle immagini della ragazza sarà, nei prossimi giorni, il proseguimento con altri mezzi della falsificazione operata attraverso i servizi sui risvegli dal coma (di persone in condizioni totalmente diverse da Eluana Englaro) o con l’utilizzo ossessivo di verbi quali “bere” e “mangiare” (spesso accompagnate da immagini di focacce e bottiglie d’acqua). Per questo è importante guardare bene, cioè in modo adulto e consapevole, quelle vecchie foto.
Perché il loro uso e abuso richiamerà un’assenza. Richiamerà l’immagine mancante. Quella di Eluana nel letto di morte.
L’immagine che, se solo avesse voluto, Beppino Englaro avrebbe potuto diffondere per mettere a tacere i suoi calunniatori. Non l’ha mai fatto. Non ha voluto farlo. Ma questo, state sicuri, le televisioni del premier non lo diranno.
La foto che manca
di Giovanni Maria Bellu
Guardate bene quelle foto. I giornali domani ne saranno pieni. Le televisioni inonderanno le case degli italiani con l’immagine di Eluana. E taceranno il fatto che quella ragazza, la ragazza sorridente delle foto, non esiste più da diciassette anni.
Il presidente del Consiglio, con la tempestività dello specialista di marketing, ha immediatamente avviato la seconda fase dell’operazione-Eluana. La sua prima dichiarazione è chiara fino alla spudoratezza. "E’ stata resa impossibile l'azione per salvarla".
Guardate quella foto e osservate la curva dei sondaggi. Cinque giorni fa due italiani su tre condividevano la scelta di Beppino Englaro. Ieri il paese era diviso a metà. Nel mezzo c’è stata una delle più colossali operazioni di disinformazione del dopoguerra. Sarà interessante e istruttivo studiarla. Perché la campagna mediatica della tragedia di Eluana Englaro è la dimostrazione evidente dei danni che la cosiddetta “anomalia italiana” è in grado di produrre nella libera formazione del consenso.
La tempestività con cui Silvio Berlusconi ha diffuso la sua dichiarazione chiarisce a tutti quelli che ancora non se n’erano accorti il senso dell’intera operazione: attribuire la morte di Eluana Englaro al capo dello Stato e all’intera opposizione. Con qualche venatura di “giallo” come ha potuto constatare chi, poco fa, si trovava davanti alla televisione e ha avuto la disgrazia di sentire Bruno Vespa.
L’uso delle immagini della ragazza sarà, nei prossimi giorni, il proseguimento con altri mezzi della falsificazione operata attraverso i servizi sui risvegli dal coma (di persone in condizioni totalmente diverse da Eluana Englaro) o con l’utilizzo ossessivo di verbi quali “bere” e “mangiare” (spesso accompagnate da immagini di focacce e bottiglie d’acqua). Per questo è importante guardare bene, cioè in modo adulto e consapevole, quelle vecchie foto.
Perché il loro uso e abuso richiamerà un’assenza. Richiamerà l’immagine mancante. Quella di Eluana nel letto di morte.
L’immagine che, se solo avesse voluto, Beppino Englaro avrebbe potuto diffondere per mettere a tacere i suoi calunniatori. Non l’ha mai fatto. Non ha voluto farlo. Ma questo, state sicuri, le televisioni del premier non lo diranno.
Sunday, February 08, 2009
IL MIO TESTAMENTO BIOLOGICO
io sottoscritta Tiziana Palumbo , nata a Catania il 24-5-1978, nella pienezza delle mie facolta` fisiche e mentali dispongo che :
Nel caso fossi colpita da una malattia a uno stadio terminale
da una malattia che mi costringerebbe a l`uso permanente di macchine o di sistemi artificiali che impedissero a me medesima di avere una normale vita di relazione,
da una malattia ,causa incidente, che mi costringerebbe a vivere in uno stato vegetativo permanente
Dispongo che su di me non venga fatto alcun accanimento terapeutico .
Dispongo inoltre la donazione dei miei organi e l`utillizzo del mio corpo per scopi scientifici e di ricerca.
Dispongo inoltre che mi venga celebrato un funerale religioso .
Scrivo tutto questo nel grande Rispetto che ho per la Vita e la Dignita` umana e nel grande Rispetto che ho per tutte le persone colpite da una malattia e per coloro i quali ogni giorno con grande sacrificio cercano di alleviare le sofferenze di chi ne e` colpito.
"L'interruzione di procedure mediche sproporzionate rispetto ai risultati attesi può essere legittima. In tal caso si ha la rinuncia all'accanimento terapeutico. Le decisioni vanno prese dal paziente o da coloro che ne hanno legalmente il diritto. Catechismo della Chiesa cattolica articolo 2278".
"Ogni persona umana, nella sua singolarità irrepetibile, non è costituita soltanto dallo spirito ma anche dal corpo, così nel corpo e attraverso il corpo viene raggiunta la persona stessa nella sua realtà concreta. Rispettare la dignità dell'uomo comporta di conseguenza salvaguardare questa identità dell'uomo corpore et anima unus, come affermava il Concilio Vaticano II (Cost. Gaudium et Spes, n. 14, 1). Giovanni Paolo II
Tiziana Palumbo - Madrid 8-2- 2009
io sottoscritta Tiziana Palumbo , nata a Catania il 24-5-1978, nella pienezza delle mie facolta` fisiche e mentali dispongo che :
Nel caso fossi colpita da una malattia a uno stadio terminale
da una malattia che mi costringerebbe a l`uso permanente di macchine o di sistemi artificiali che impedissero a me medesima di avere una normale vita di relazione,
da una malattia ,causa incidente, che mi costringerebbe a vivere in uno stato vegetativo permanente
Dispongo che su di me non venga fatto alcun accanimento terapeutico .
Dispongo inoltre la donazione dei miei organi e l`utillizzo del mio corpo per scopi scientifici e di ricerca.
Dispongo inoltre che mi venga celebrato un funerale religioso .
Scrivo tutto questo nel grande Rispetto che ho per la Vita e la Dignita` umana e nel grande Rispetto che ho per tutte le persone colpite da una malattia e per coloro i quali ogni giorno con grande sacrificio cercano di alleviare le sofferenze di chi ne e` colpito.
"L'interruzione di procedure mediche sproporzionate rispetto ai risultati attesi può essere legittima. In tal caso si ha la rinuncia all'accanimento terapeutico. Le decisioni vanno prese dal paziente o da coloro che ne hanno legalmente il diritto. Catechismo della Chiesa cattolica articolo 2278".
"Ogni persona umana, nella sua singolarità irrepetibile, non è costituita soltanto dallo spirito ma anche dal corpo, così nel corpo e attraverso il corpo viene raggiunta la persona stessa nella sua realtà concreta. Rispettare la dignità dell'uomo comporta di conseguenza salvaguardare questa identità dell'uomo corpore et anima unus, come affermava il Concilio Vaticano II (Cost. Gaudium et Spes, n. 14, 1). Giovanni Paolo II
Tiziana Palumbo - Madrid 8-2- 2009
Saturday, February 07, 2009
Saturday, January 31, 2009
MADRID
Ascoltando la canzone -Milano di Alex Britti- (forse anch`io come nonsisamai , soffro della sindrome di Toto Cutugno...), mi son divertita a "scrivere" la mia canzone... :))in questo sabato di lavoro e di svago .
In un giorno come tanti , con il traffico , le corse nei metro , nei treni,
con una coppia di anziani mano nella mano (che tenerezza mi fanno…) che camminano a Retiro attorniati dai monumenti della casa Real , con l`America lontana dai bar , con la gente che lavora e una strana atmosfera di rilassatezza,con i taxi sempre pieni e i turisti sempre meno giapponesi (ora c`e` la recessione anche li),con sempre quella strana voglia di andar via perche` altrove qualcuno grazie a Dio ancora mi aspetta e` Madrid, con i suoi mille volti , con le settimane corte e con gli uffici , con la cerveza a ogni angolo di strada e con la vita appesa a sempre piu` sacrifici , in un appartamento non di periferia ci sto io, con due finestre che si affacciano su altri palazzi , mentre festeggio un anno di cambiamenti con la mia ansia a tenermi compagnia... anche qui puo` arrivare l`odore del mare a prendermi . E se domenica non ho nulla da fare ,faro` i miei soliti due passi tra la gente e le vetrine e cerchero` di far finta che tutto va bene anche nei giorni in cui mi sento andare a pezzi e se mi sentiro` sola e avro` bisogno di distrarmi un po`, prendero` per mano la mia ansia e la
mia insicurezza per delle tapas e una cerveza e al punto giusto le abbandonero` sorridendo... e` Madrid ,
con la sua aria sorniona a rassicurarmi, a dirmi che anche qui arrivera` l`odore del mare a prendermi e arrivera` un`altra primavera da vivere e che non tardera` ad arrivare.
Buon fine settimana a tutti!
Ascoltando la canzone -Milano di Alex Britti- (forse anch`io come nonsisamai , soffro della sindrome di Toto Cutugno...), mi son divertita a "scrivere" la mia canzone... :))in questo sabato di lavoro e di svago .
In un giorno come tanti , con il traffico , le corse nei metro , nei treni,
con una coppia di anziani mano nella mano (che tenerezza mi fanno…) che camminano a Retiro attorniati dai monumenti della casa Real , con l`America lontana dai bar , con la gente che lavora e una strana atmosfera di rilassatezza,con i taxi sempre pieni e i turisti sempre meno giapponesi (ora c`e` la recessione anche li),con sempre quella strana voglia di andar via perche` altrove qualcuno grazie a Dio ancora mi aspetta e` Madrid, con i suoi mille volti , con le settimane corte e con gli uffici , con la cerveza a ogni angolo di strada e con la vita appesa a sempre piu` sacrifici , in un appartamento non di periferia ci sto io, con due finestre che si affacciano su altri palazzi , mentre festeggio un anno di cambiamenti con la mia ansia a tenermi compagnia... anche qui puo` arrivare l`odore del mare a prendermi . E se domenica non ho nulla da fare ,faro` i miei soliti due passi tra la gente e le vetrine e cerchero` di far finta che tutto va bene anche nei giorni in cui mi sento andare a pezzi e se mi sentiro` sola e avro` bisogno di distrarmi un po`, prendero` per mano la mia ansia e la
mia insicurezza per delle tapas e una cerveza e al punto giusto le abbandonero` sorridendo... e` Madrid ,
con la sua aria sorniona a rassicurarmi, a dirmi che anche qui arrivera` l`odore del mare a prendermi e arrivera` un`altra primavera da vivere e che non tardera` ad arrivare.
Buon fine settimana a tutti!
Saturday, January 24, 2009
Monday, January 05, 2009
BLOWING IN THE WIND
E` appena passata la mezzanotte , appena tornata dall`Italia dopo aver trascorso delle vacanze inusuali trascorse tra portare a spasso mia nipote, fiera dei suoi primi passi, e visite in ospedale a trovare mia sorella maggiore che quest`anno a pensato bene di movimentare le feste in casa Palumbo.
Questa sera la radio del taxi mi accoglie con una canzone che amo molto e che in questa notte cosi particolare e importante per gli spagnoli (la notte dei Re Magi qui e` molto sentita) , assume per me "connotati" augurali
Blowing in the wind di Bob Dylan e` una canzone pacifista e mai come adesso in cui le bombe di Gaza mietono morti , dove le bombe in Afganistan mietono morti , dove le bombe in Congo mietono morti e potrei continuare per ore ...e` cosi attuale.
[...]how many deaths will it take till he knows
That too many people have died?
la risposta soffia nel vento e speriamo cari amici che il nuovo anno soffi venti di Pace .
BUON ANNO da finche` c`e` vita, e finche` c`e` vita ci sono altri 365 giorni da vivere in trincea.
Notte
E` appena passata la mezzanotte , appena tornata dall`Italia dopo aver trascorso delle vacanze inusuali trascorse tra portare a spasso mia nipote, fiera dei suoi primi passi, e visite in ospedale a trovare mia sorella maggiore che quest`anno a pensato bene di movimentare le feste in casa Palumbo.
Questa sera la radio del taxi mi accoglie con una canzone che amo molto e che in questa notte cosi particolare e importante per gli spagnoli (la notte dei Re Magi qui e` molto sentita) , assume per me "connotati" augurali
Blowing in the wind di Bob Dylan e` una canzone pacifista e mai come adesso in cui le bombe di Gaza mietono morti , dove le bombe in Afganistan mietono morti , dove le bombe in Congo mietono morti e potrei continuare per ore ...e` cosi attuale.
[...]how many deaths will it take till he knows
That too many people have died?
la risposta soffia nel vento e speriamo cari amici che il nuovo anno soffi venti di Pace .
BUON ANNO da finche` c`e` vita, e finche` c`e` vita ci sono altri 365 giorni da vivere in trincea.
Notte
Monday, December 22, 2008
Wednesday, December 10, 2008

Lisbona Ida e vuelta
E cosi alla fine , zaino in spalla , eccomi approdata a Lisbona da sola , dopo una buca colossale datami da due miei amici all`ultimo momento ...
Da quello che era stato preannunciato come un viaggio on the road (si doveva partire in macchina) si e` trasformato in un viaggio "on the rail".Partenza ore 22:00 dalla stazione Chamartin -destinazione Santa Apollonia.
Prenoto una turistica con "cama" e arrivata in treno , aspetto di conoscere le mie compagne di viaggio.
Si presentano nella minuscola cella-cama, una ragazza angolese simile al Gabibbo per circonferenza vita e una donna di valencia? di Madrid ? , non l`ho ben capito , sicuramente parente della signorina Rottermayer di Heidi ...UGUALE!!!!
Anyway ...mi addormento di sasso e finalmente sono le ore 8:00 arrivo alla stazione di Santa Apollonia.
Ho trascorso tre bellissimi giorni , assaporato il clima natalizio ,il mare d`inverno (io letteralmente lo amo ) ,scambiato sorrisi e impressioni ..."anche a Lisbona c`e` crisi" , almeno da quello che mi hanno detto i ristoratori .Eppure io di gente ne ho vista ,soprattutto ITALIANI ,altro che giapponesi!!!
Due cose mi hanno fatto molto sorridere.
Un`anziana donna si e` seduta accanto a me su una panchina ,mi ha guardata come per dire si , mi sembri affidabile ,poi con calma , ha preso dalla sua borsetta uno di quei giornali che parlano dei programmi televisivi e delle vallette locali , ma soprattutto , ha estratto i suoi occhiali da sole...a specchio!!!Fantastica .
Un`altra cosa e` aver trovato in bagno in stazione , la pubblicita` di un "santone africano" che recitava cosi`" Sabia que ha` empresarios que escutam o professor antes de tomarem uma decisao importante??? E si cari amici anche a Lisbona c`e` grossa crisi!!!
Vi lascio con una foto di questo mio piccolo viaggio in solitaria (torre di Belen) e con una frase di Pessoa ,scrittore portoghese che mi ha colpito e che sento molto mia:
"Il mio desiderio è fuggire. Fuggire da ciò che conosco, fuggire da ciò che è mio, fuggire da ciò che amo. Desidero partire".
Friday, December 05, 2008
Saturday, November 29, 2008
Riporto con molta tristezza questo articolo apparso stamane su Repubblica.
In quel laboratorio della morte ci ho lavorato anch`io , negli anni universitari , quando andare a fare un esame nella mia facolta` , farmacia, non era andare a verificare la propria preparazione, ma piuttosto sfidare la sorte, aspettare ore e ore davanti alle porte dei "Baroni", per poi farti mandare a dire da qualche baronetto : venite domani , oggi il Barone e` stanco , continuera` domani.
I nomi che appaiono sull`articolo per me hanno un volto , chiaro , netto.
Ricordo la Dottoressa Sarva` come fosse ieri... , mi rattristai molto quando appresi della sua morte .
Si parla tanto in questo periodo della scuola , della riforma dell`Universita` , degli edifici scolastici che cadono a pezzi , dei cervelli in fuga...
"Il laboratorio della morte ", non e` altro che una rappresentazione macabra di questo decadimento italiano . Il nostro governo ha varato tagli alla ricerca , Berlusconi chiama fatalita` il crollo della scuola di Torino ... . L`aria che si respira adesso in Italia e` proprio come l`aria che si e` respirata fino adesso nel laboratorio della morte : pesante , tossica , come le sostanze che Emanuele ha respirato per anni . I giovani italiani cercano una boccata di ossigeno , ma le "cappe" messe a disposizione dal nostro governo sono vecchie , inadeguate , non a norma . Piu` volte mi hanno domandato : Perche` non torni a Catania, magari ti potresti sistemare all`universita`. Io rispondo : No grazie .Ho bisogno di ARIA PULITA.
CATANIA - Lo chiamava "il laboratorio della morte". A Raffaella, la sua fidanzata, a
suo padre Alfredo, lo aveva detto più volte: "Quel laboratorio sarà anche la mia tomba". Una stanza di 120 metri quadri, tre porte e tre finestre non apribili, due sole cappe di aspirazione antiche e inadeguate e tutte le sostanze killer, le sue "compagne" di studio e lavoro lasciate lì sui banconi, nei secchi, in due frigoriferi arrugginiti: acetato d'etile, cloroformio, acetonitrile, diclorometano, metanolo, benzene, con vapori e fumi nauseabondi e reflui smaltiti a mano.
Lì dentro il laboratorio di farmacia dell'Università di Catania nel quale sognava di costruire il suo futuro, Emanuele, "Lele" Patanè, negli ultimi due anni aveva visto morire e ammalarsi, uno dietro l'altro, colleghi ricercatori, studenti, professori amministrativi: Maria Concetta Sarvà, giovane ricercatrice, entrata in coma mentre era al lavoro e morta pochi giorni dopo; Agata Annino stroncata da un tumore all'encefalo; Giovanni Gennaro, tecnico di laboratorio, ucciso anche lui da un tumore. E poi quella giovane ricercatrice, al sesto mese di gravidanza, che aveva perso il bambino per mancata ossigenazione. E diagnosi di tumori a raffica: per uno studente, per una docente, per la direttrice della biblioteca, per un collaboratore amministrativo. Fino a quando, nel dicembre 2003, è toccato a lui. Ad Emanuele, 29 anni, un ragazzone forte e sportivo, laureato con 110 e lode, idoneo all'esercizio della professione farmaceutica, dottore di ricerca, stroncato in meno di un anno da un tumore al polmone.
Il suo diario, adesso, è finito agli atti dell'inchiesta che tre settimane fa ha portato al sequestro e all'immediata chiusura del laboratorio di farmacia dell'Università e alla notifica di avvisi di garanzia per disastro colposo ed inquinamento ambientale all'ex rettore dell'Università ed attuale deputato dell'Mpa Ferdinando Latteri e al preside della facoltà Angelo Vanella, ad altri sette tra docenti e responsabili del laboratorio di farmacia. Da anni, ha già accertato l'indagine, sostanze chimiche e residui tossici utilizzati giornalmente venivano smaltiti attraverso gli scarichi dei lavandini, senza alcuna tutela per chi in quel laboratorio studia e lavora. Adesso, dopo la denuncia dei familiari di Emanuele Patanè, alle ipotesi di reato si è aggiunta anche quella di omicidio colposo plurimo e lesioni. Per i cinque morti e i dodici ammalati che negli ultimi anni in quegli ambienti hanno vissuto.
"Quello che descrivo è un caso dannoso e ignobile di smaltimento di rifiuti tossici e l'utilizzo di sostanze e reattivi chimici potenzialmente tossici e nocivi in un edificio non idoneo a tale scopo e sprovvisto dei minimi requisiti di sicurezza". Così Emanuele comincia le cinque pagine datate 27 ottobre 2003, tre mesi prima della sua morte. È stato l'avvocato Santi Terranova a consegnare in Procura il tragico diario ritrovato nel computer del giovane ricercatore. Nei giorni scorsi, dopo aver sentito del sequestro del laboratorio disposto dal procuratore di Catania Vincenzo D'Agata, l'anziano padre di Emanuele, Alfredo Patanè, 70 anni, si è ricordato di quelle pagine lette nel pc del figlio.
"Quel memoriale Lele lo voleva consegnare ad un avvocato per denunciare quello che accadeva lì dentro, che lì dentro si moriva - racconta - Ma l'avvocato a cui si era rivolto gli aveva detto che ci volevano dei testimoni perché contro i "baroni" dell'Università non l'avrebbe mai spuntata...". Adesso saranno i sostituti procuratori Carla Santocono e Lucio Setola a valutarne la valenza.
Emanuele evidentemente si rendeva conto delle condizioni di estremo pericolo in cui lavorava, ma la paura di perdere la sua opportunità di carriera deve averlo fatto continuare. E così particolarmente grande fu la sua amarezza quando il coordinatore del dottorato di ricerca, Giuseppe Ronsisvalle, ("nonché proprietario della facoltà di Farmacia", scrive) gli negò la borsa di studio, a lui, unico partecipante al concorso, solo perché ormai ammalato di tumore. Meglio conservare la borsa di studio per l'anno successivo per un altro studente. "Io non avevo nessuna raccomandazione - scrive Emanuele - mi chiedo come sia possibile che un concorso pubblico venga gestito in questo modo, senza nessuna trasparenza, legalità, senza nessun organo di controllo".
Lele racconta così i suoi due anni trascorsi in quel laboratorio, fino al luglio 2002, quando anche per lui arrivò la terribile diagnosi. "Durante il corso di dottorato, trascorrevo generalmente tra le otto e le nove ore al giorno in laboratorio per tutta l'intera settimana, escluso il sabato. Non c'era un sistema idoneo di aspirazione e filtrazione, c'erano odori e fumi tossici molto fastidiosi e spesso eravamo costretti ad aprire le porte in modo da fare ventilare l'ambiente". C'erano due cappe di aspirazione antiquate "quindi lavorare lì sotto era lo stesso che lavorare al di fuori di esse". "Dopo la diagnosi della mia malattia, cioè nel 2002, una di questa cappe è stata sostituita con una nuova. Le sostanze chimiche, i reattivi ed i solventi erano conservati sulle mensole, sui banconi, in un armadio sprovvisto di sistemazione di aspirazione e dentro due frigoriferi per uso domestico tutti arrugginiti. Dopo avere trascorso l'intera giornata in laboratorio avvertivo spesso mal di testa, astenia ed un sapore strano nel palato come se fossi intossicato".
Lele aveva annotato uno per uno tutti i suoi colleghi scomparsi e ammalati: "Sono tutti casi dovuti ad una situazione di grave e dannoso inquinamento del dipartimento e sicuramente non sono da imputare ad una fatale coincidenza. La mancata accortezza nello smaltimento dei rifiuti tossici e l'utilizzo di sostanze e reagenti chimici in assenza dei minimi requisiti di sicurezza ha nuociuto e potrà ancora nuocere se non verranno presi solerti provvedimenti". Ma nessuno, fino alla presentazione dell'esposto da parte dei familiari di Emanuele, si era accorto che quel laboratorio si era trasformato da anni in una fabbrica di morti.
In quel laboratorio della morte ci ho lavorato anch`io , negli anni universitari , quando andare a fare un esame nella mia facolta` , farmacia, non era andare a verificare la propria preparazione, ma piuttosto sfidare la sorte, aspettare ore e ore davanti alle porte dei "Baroni", per poi farti mandare a dire da qualche baronetto : venite domani , oggi il Barone e` stanco , continuera` domani.
I nomi che appaiono sull`articolo per me hanno un volto , chiaro , netto.
Ricordo la Dottoressa Sarva` come fosse ieri... , mi rattristai molto quando appresi della sua morte .
Si parla tanto in questo periodo della scuola , della riforma dell`Universita` , degli edifici scolastici che cadono a pezzi , dei cervelli in fuga...
"Il laboratorio della morte ", non e` altro che una rappresentazione macabra di questo decadimento italiano . Il nostro governo ha varato tagli alla ricerca , Berlusconi chiama fatalita` il crollo della scuola di Torino ... . L`aria che si respira adesso in Italia e` proprio come l`aria che si e` respirata fino adesso nel laboratorio della morte : pesante , tossica , come le sostanze che Emanuele ha respirato per anni . I giovani italiani cercano una boccata di ossigeno , ma le "cappe" messe a disposizione dal nostro governo sono vecchie , inadeguate , non a norma . Piu` volte mi hanno domandato : Perche` non torni a Catania, magari ti potresti sistemare all`universita`. Io rispondo : No grazie .Ho bisogno di ARIA PULITA.
CATANIA - Lo chiamava "il laboratorio della morte". A Raffaella, la sua fidanzata, a
suo padre Alfredo, lo aveva detto più volte: "Quel laboratorio sarà anche la mia tomba". Una stanza di 120 metri quadri, tre porte e tre finestre non apribili, due sole cappe di aspirazione antiche e inadeguate e tutte le sostanze killer, le sue "compagne" di studio e lavoro lasciate lì sui banconi, nei secchi, in due frigoriferi arrugginiti: acetato d'etile, cloroformio, acetonitrile, diclorometano, metanolo, benzene, con vapori e fumi nauseabondi e reflui smaltiti a mano.
Lì dentro il laboratorio di farmacia dell'Università di Catania nel quale sognava di costruire il suo futuro, Emanuele, "Lele" Patanè, negli ultimi due anni aveva visto morire e ammalarsi, uno dietro l'altro, colleghi ricercatori, studenti, professori amministrativi: Maria Concetta Sarvà, giovane ricercatrice, entrata in coma mentre era al lavoro e morta pochi giorni dopo; Agata Annino stroncata da un tumore all'encefalo; Giovanni Gennaro, tecnico di laboratorio, ucciso anche lui da un tumore. E poi quella giovane ricercatrice, al sesto mese di gravidanza, che aveva perso il bambino per mancata ossigenazione. E diagnosi di tumori a raffica: per uno studente, per una docente, per la direttrice della biblioteca, per un collaboratore amministrativo. Fino a quando, nel dicembre 2003, è toccato a lui. Ad Emanuele, 29 anni, un ragazzone forte e sportivo, laureato con 110 e lode, idoneo all'esercizio della professione farmaceutica, dottore di ricerca, stroncato in meno di un anno da un tumore al polmone.
Il suo diario, adesso, è finito agli atti dell'inchiesta che tre settimane fa ha portato al sequestro e all'immediata chiusura del laboratorio di farmacia dell'Università e alla notifica di avvisi di garanzia per disastro colposo ed inquinamento ambientale all'ex rettore dell'Università ed attuale deputato dell'Mpa Ferdinando Latteri e al preside della facoltà Angelo Vanella, ad altri sette tra docenti e responsabili del laboratorio di farmacia. Da anni, ha già accertato l'indagine, sostanze chimiche e residui tossici utilizzati giornalmente venivano smaltiti attraverso gli scarichi dei lavandini, senza alcuna tutela per chi in quel laboratorio studia e lavora. Adesso, dopo la denuncia dei familiari di Emanuele Patanè, alle ipotesi di reato si è aggiunta anche quella di omicidio colposo plurimo e lesioni. Per i cinque morti e i dodici ammalati che negli ultimi anni in quegli ambienti hanno vissuto.
"Quello che descrivo è un caso dannoso e ignobile di smaltimento di rifiuti tossici e l'utilizzo di sostanze e reattivi chimici potenzialmente tossici e nocivi in un edificio non idoneo a tale scopo e sprovvisto dei minimi requisiti di sicurezza". Così Emanuele comincia le cinque pagine datate 27 ottobre 2003, tre mesi prima della sua morte. È stato l'avvocato Santi Terranova a consegnare in Procura il tragico diario ritrovato nel computer del giovane ricercatore. Nei giorni scorsi, dopo aver sentito del sequestro del laboratorio disposto dal procuratore di Catania Vincenzo D'Agata, l'anziano padre di Emanuele, Alfredo Patanè, 70 anni, si è ricordato di quelle pagine lette nel pc del figlio.
"Quel memoriale Lele lo voleva consegnare ad un avvocato per denunciare quello che accadeva lì dentro, che lì dentro si moriva - racconta - Ma l'avvocato a cui si era rivolto gli aveva detto che ci volevano dei testimoni perché contro i "baroni" dell'Università non l'avrebbe mai spuntata...". Adesso saranno i sostituti procuratori Carla Santocono e Lucio Setola a valutarne la valenza.
Emanuele evidentemente si rendeva conto delle condizioni di estremo pericolo in cui lavorava, ma la paura di perdere la sua opportunità di carriera deve averlo fatto continuare. E così particolarmente grande fu la sua amarezza quando il coordinatore del dottorato di ricerca, Giuseppe Ronsisvalle, ("nonché proprietario della facoltà di Farmacia", scrive) gli negò la borsa di studio, a lui, unico partecipante al concorso, solo perché ormai ammalato di tumore. Meglio conservare la borsa di studio per l'anno successivo per un altro studente. "Io non avevo nessuna raccomandazione - scrive Emanuele - mi chiedo come sia possibile che un concorso pubblico venga gestito in questo modo, senza nessuna trasparenza, legalità, senza nessun organo di controllo".
Lele racconta così i suoi due anni trascorsi in quel laboratorio, fino al luglio 2002, quando anche per lui arrivò la terribile diagnosi. "Durante il corso di dottorato, trascorrevo generalmente tra le otto e le nove ore al giorno in laboratorio per tutta l'intera settimana, escluso il sabato. Non c'era un sistema idoneo di aspirazione e filtrazione, c'erano odori e fumi tossici molto fastidiosi e spesso eravamo costretti ad aprire le porte in modo da fare ventilare l'ambiente". C'erano due cappe di aspirazione antiquate "quindi lavorare lì sotto era lo stesso che lavorare al di fuori di esse". "Dopo la diagnosi della mia malattia, cioè nel 2002, una di questa cappe è stata sostituita con una nuova. Le sostanze chimiche, i reattivi ed i solventi erano conservati sulle mensole, sui banconi, in un armadio sprovvisto di sistemazione di aspirazione e dentro due frigoriferi per uso domestico tutti arrugginiti. Dopo avere trascorso l'intera giornata in laboratorio avvertivo spesso mal di testa, astenia ed un sapore strano nel palato come se fossi intossicato".
Lele aveva annotato uno per uno tutti i suoi colleghi scomparsi e ammalati: "Sono tutti casi dovuti ad una situazione di grave e dannoso inquinamento del dipartimento e sicuramente non sono da imputare ad una fatale coincidenza. La mancata accortezza nello smaltimento dei rifiuti tossici e l'utilizzo di sostanze e reagenti chimici in assenza dei minimi requisiti di sicurezza ha nuociuto e potrà ancora nuocere se non verranno presi solerti provvedimenti". Ma nessuno, fino alla presentazione dell'esposto da parte dei familiari di Emanuele, si era accorto che quel laboratorio si era trasformato da anni in una fabbrica di morti.
Wednesday, November 05, 2008
YES WE CAN,YES,WE WANT!
"Caro Obama, con la tua vittoria
si può sognare un mondo migliore"
di NELSON MANDELA
Questo è il testo della Lettera spedita da Nelson Mandela a Barack Obama
Caro Senatore Obama,
Ci uniamo al popolo del suo Paese e di tutto il mondo nel congratularci con lei per essere diventato il nuovo presidente eletto degli Stati Uniti. La sua vittoria ha dimostrato che nessuna persona, in nessun luogo al mondo dovrebbe astenersi dal sognare di volere cambiare il mondo affinché diventi un pianeta migliore.
Prendiamo atto e plaudiamo al suo impegno di sostenere la causa della pace e della sicurezza in tutto il pianeta. Confidiamo inoltre che lei faccia rientrare nella sua missione di presidente anche la lotta alle piaghe della povertà e della malattia in tutto il pianeta.
Le auguriamo forza e decisione nei giorni e negli anni difficili che le stanno davanti. Siamo sicuri che lei alla fine conseguirà il suo sogno, quello di rendere gli Stati Uniti d'America un partner a pieno titolo di una comunità di nazioni dedite ad assicurare pace e benessere a tutti.
Con i miei più sinceri auguri,
"Caro Obama, con la tua vittoria
si può sognare un mondo migliore"
di NELSON MANDELA
Questo è il testo della Lettera spedita da Nelson Mandela a Barack Obama
Caro Senatore Obama,
Ci uniamo al popolo del suo Paese e di tutto il mondo nel congratularci con lei per essere diventato il nuovo presidente eletto degli Stati Uniti. La sua vittoria ha dimostrato che nessuna persona, in nessun luogo al mondo dovrebbe astenersi dal sognare di volere cambiare il mondo affinché diventi un pianeta migliore.
Prendiamo atto e plaudiamo al suo impegno di sostenere la causa della pace e della sicurezza in tutto il pianeta. Confidiamo inoltre che lei faccia rientrare nella sua missione di presidente anche la lotta alle piaghe della povertà e della malattia in tutto il pianeta.
Le auguriamo forza e decisione nei giorni e negli anni difficili che le stanno davanti. Siamo sicuri che lei alla fine conseguirà il suo sogno, quello di rendere gli Stati Uniti d'America un partner a pieno titolo di una comunità di nazioni dedite ad assicurare pace e benessere a tutti.
Con i miei più sinceri auguri,
Tuesday, October 21, 2008
FACCE DA METRO
Ed eccoci noi piccole formiche ad affannarci , a correre per non perdere la coincidenza...,la macchina fa il suo arrivo alla stazione,le porte si aprono,eccoci qui ,faccia a faccia . Accanto a me un ragazzo dai tratti orientali inconfondibili , stringere a se nervosamente il suo ipod; dall'espressione non sembra contento, chissa', forse la musica e' solo un sottofondo di una giornata andata storta.Dopo lui mi soffermo a vedere una ragazza , anche lei non sembra contenta , i suoi stivali verdi con su topolino strappano pero' un mio sorriso. Ed ecco poi i tanti lettori della metro. Li invidio un po' ...o da seduti o alzati sono li , fissi a leggere delle enciclopedie piu' che libri ...certo mi son detta , dipendera' da quando e' lungo il loro viaggio.Ed ecco ancora i tanti studenti. Uno di questi tiene in mano un libro di diritto commerciale e la mia mente torna indietro di piu' di 10 anni , quando mia sorella faceva proprio qui l'Erasmus in legge...quanto tempo...
In fronte a me un'altra faccia , e' la mia che si specchia per un attimo nella porta della metro , faccia stanca dopo una giornata di pseudo lavoro , prima di iniziare quello serio,un'altra giornata e' trascorsa qui a Madrid. Sorrido nel vedere una pubblicita' che raffigura la Statua della Liberta'in ginocchio guardare con invidia la metropolitana madrilena nota per la sua efficenza (confermo!).Ultime scale, ci sono quasi ...altre facce incrociano la mia , stanno per intraprendere il loro viaggio sotterraneo ,stanno per tornare a casa come me.
Hasta manana !
Ed eccoci noi piccole formiche ad affannarci , a correre per non perdere la coincidenza...,la macchina fa il suo arrivo alla stazione,le porte si aprono,eccoci qui ,faccia a faccia . Accanto a me un ragazzo dai tratti orientali inconfondibili , stringere a se nervosamente il suo ipod; dall'espressione non sembra contento, chissa', forse la musica e' solo un sottofondo di una giornata andata storta.Dopo lui mi soffermo a vedere una ragazza , anche lei non sembra contenta , i suoi stivali verdi con su topolino strappano pero' un mio sorriso. Ed ecco poi i tanti lettori della metro. Li invidio un po' ...o da seduti o alzati sono li , fissi a leggere delle enciclopedie piu' che libri ...certo mi son detta , dipendera' da quando e' lungo il loro viaggio.Ed ecco ancora i tanti studenti. Uno di questi tiene in mano un libro di diritto commerciale e la mia mente torna indietro di piu' di 10 anni , quando mia sorella faceva proprio qui l'Erasmus in legge...quanto tempo...
In fronte a me un'altra faccia , e' la mia che si specchia per un attimo nella porta della metro , faccia stanca dopo una giornata di pseudo lavoro , prima di iniziare quello serio,un'altra giornata e' trascorsa qui a Madrid. Sorrido nel vedere una pubblicita' che raffigura la Statua della Liberta'in ginocchio guardare con invidia la metropolitana madrilena nota per la sua efficenza (confermo!).Ultime scale, ci sono quasi ...altre facce incrociano la mia , stanno per intraprendere il loro viaggio sotterraneo ,stanno per tornare a casa come me.
Hasta manana !
Monday, October 13, 2008
CAMBIAMENTI
sono mesi che non scrivo sul mio blog e non perche' mi mancasse il tempo o la voglia , ma solo perche' tutto cio' che ho provato la scorsa estate ho voluto che restasse solo mio. I cambiamenti , le decisioni importanti rappresentano sempre dei terremoti interiori ,terremoti di cui si aspettano le fasi di assestamento.
Adesso mi trovo a Madrid, chiusa la mia casa su Highland a Columbus Ohio, se ne sta per aprire un'altra qui nel quartiere Salamanca a Madrid citta' dai mille volti e ancora a me sconosciuta.
Mi aspetta un nuovo lavoro , nuova gente , una nuova lingua , nuove abitudini , nuovi ritmi che il villaggio Columbus sembrava aver congelato .
Spero invece , non si congelino i tanti rapporti , non sempre facili da gestire, con i mille volti incontrati nei miei 4 anni americani , rapporti che cambieranno certo e che mi auguro saranno sempre caratterizzati da una "sfiducia reciproca" ossia sapere che gli amici non ti rimprovereranno se gli dici ti chiamero' domani e poi non ti farai sentire per mesi.
Qui dicono buena suerte e che buena suerte sia allora avendo sempre presente che la felicita' e' un'attitudine e la serenita' una conquista...io intanto aspetto le fasi di assestamento,in fondo finche'c'e' vita...
sono mesi che non scrivo sul mio blog e non perche' mi mancasse il tempo o la voglia , ma solo perche' tutto cio' che ho provato la scorsa estate ho voluto che restasse solo mio. I cambiamenti , le decisioni importanti rappresentano sempre dei terremoti interiori ,terremoti di cui si aspettano le fasi di assestamento.
Adesso mi trovo a Madrid, chiusa la mia casa su Highland a Columbus Ohio, se ne sta per aprire un'altra qui nel quartiere Salamanca a Madrid citta' dai mille volti e ancora a me sconosciuta.
Mi aspetta un nuovo lavoro , nuova gente , una nuova lingua , nuove abitudini , nuovi ritmi che il villaggio Columbus sembrava aver congelato .
Spero invece , non si congelino i tanti rapporti , non sempre facili da gestire, con i mille volti incontrati nei miei 4 anni americani , rapporti che cambieranno certo e che mi auguro saranno sempre caratterizzati da una "sfiducia reciproca" ossia sapere che gli amici non ti rimprovereranno se gli dici ti chiamero' domani e poi non ti farai sentire per mesi.
Qui dicono buena suerte e che buena suerte sia allora avendo sempre presente che la felicita' e' un'attitudine e la serenita' una conquista...io intanto aspetto le fasi di assestamento,in fondo finche'c'e' vita...
Thursday, July 17, 2008
ASSENZA TEMPORANEA ...
La linea d'ombra la nebbia che io vedo a me davanti per la prima volta nella vita mia mi trovo a saper quello che lascio e a non saper immaginar quello che trovo mi offrono un incarico di responsabilità portare questa nave verso una rotta che nessuno sa è la mia età a mezz'aria in questa condizione di stabilità precaria ipnotizzato dalle pale di un ventilatore sul soffitto mi giro e mi rigiro sul mio letto mi muovo col passo pesante in questa stanza umida di un porto che non ricordo il nome il fondo del caffè confonde il dove e il come e per la prima volta so cos'è la nostalgia la commozione nel mio bagaglio panni sporchi di navigazione per ogni strappo un porto per ogni porto in testa una canzone è dolce stare in mare quando son gli altri a far la direzione senza preoccupazione soltanto fare ciò che c'è da fare e cullati dall'onda notturna sognare la mamma... il mare.
Mi offrono un incarico di responsabilità mi hanno detto che una nave c'ha bisogno di un comandante mi hanno detto che la paga è interessante e che il carico è segreto ed importante il pensiero della responsabilità si è fatto grosso è come dover saltare al di là di un fosso che mi divide dai tempi spensierati di un passato che è passato saltare verso il tempo indefinito dell'essere adulto di fronte a me la nebbia mi nasconde la risposta alla mia paura cosa sarò dove mi condurrà la mia natura? La faccia di mio padre prende forma sullo specchio lui giovane io vecchio le sue parole che rimbombano dentro al mio orecchio "la vita non è facile ci vuole sacrificio un giorno te ne accorgerai e mi dirai se ho ragione" arriva il giorno in cui bisogna prendere una decisione e adesso è questo giorno di monsone col vento che non ha una direzione guardando il cielo un senso di oppressione ma è la mia età dove si sa come si era e non si sa dove si va, cosa si sarà che responsabilità si hanno nei confronti degli esseri umani che ti vivono accanto e attraverso questo vetro vedo il mondo come una scacchiera dove ogni mossa che io faccio può cambiare la partita intera ed ho paura di essere mangiato ed ho paura pure di mangiare mi perdo nelle letture, i libri dello zen ed il vangelo l'astrologia che mi racconta il cielo galleggio alla ricerca di un me stesso con il quale poter dialogare ma questa linea d'ombra non me la fa incontrare. Mi offrono un incarico di responsabilità non so cos'è il coraggio se prendere e mollare tutto se scegliere la fuga od affrontare questa realtà difficile da interpretare ma bella da esplorare provare a immaginare cosa sarò quando avrò attraversato il mare portato questo carico importante a destinazione dove sarò al riparo dal prossimo monsone mi offrono un incarico di responsabilità domani andrò giù al porto e gli dirò che sono pronto a partire getterò i bagagli in mare studierò le carte e aspetterò di sapere per dove si parte quando si parte e quando passerà il monsone dirò levate l'ancora diritta avanti tutta questa è la rotta questa è la direzione questa è la decisione. (L.Cherubini)
La linea d'ombra la nebbia che io vedo a me davanti per la prima volta nella vita mia mi trovo a saper quello che lascio e a non saper immaginar quello che trovo mi offrono un incarico di responsabilità portare questa nave verso una rotta che nessuno sa è la mia età a mezz'aria in questa condizione di stabilità precaria ipnotizzato dalle pale di un ventilatore sul soffitto mi giro e mi rigiro sul mio letto mi muovo col passo pesante in questa stanza umida di un porto che non ricordo il nome il fondo del caffè confonde il dove e il come e per la prima volta so cos'è la nostalgia la commozione nel mio bagaglio panni sporchi di navigazione per ogni strappo un porto per ogni porto in testa una canzone è dolce stare in mare quando son gli altri a far la direzione senza preoccupazione soltanto fare ciò che c'è da fare e cullati dall'onda notturna sognare la mamma... il mare.
Mi offrono un incarico di responsabilità mi hanno detto che una nave c'ha bisogno di un comandante mi hanno detto che la paga è interessante e che il carico è segreto ed importante il pensiero della responsabilità si è fatto grosso è come dover saltare al di là di un fosso che mi divide dai tempi spensierati di un passato che è passato saltare verso il tempo indefinito dell'essere adulto di fronte a me la nebbia mi nasconde la risposta alla mia paura cosa sarò dove mi condurrà la mia natura? La faccia di mio padre prende forma sullo specchio lui giovane io vecchio le sue parole che rimbombano dentro al mio orecchio "la vita non è facile ci vuole sacrificio un giorno te ne accorgerai e mi dirai se ho ragione" arriva il giorno in cui bisogna prendere una decisione e adesso è questo giorno di monsone col vento che non ha una direzione guardando il cielo un senso di oppressione ma è la mia età dove si sa come si era e non si sa dove si va, cosa si sarà che responsabilità si hanno nei confronti degli esseri umani che ti vivono accanto e attraverso questo vetro vedo il mondo come una scacchiera dove ogni mossa che io faccio può cambiare la partita intera ed ho paura di essere mangiato ed ho paura pure di mangiare mi perdo nelle letture, i libri dello zen ed il vangelo l'astrologia che mi racconta il cielo galleggio alla ricerca di un me stesso con il quale poter dialogare ma questa linea d'ombra non me la fa incontrare. Mi offrono un incarico di responsabilità non so cos'è il coraggio se prendere e mollare tutto se scegliere la fuga od affrontare questa realtà difficile da interpretare ma bella da esplorare provare a immaginare cosa sarò quando avrò attraversato il mare portato questo carico importante a destinazione dove sarò al riparo dal prossimo monsone mi offrono un incarico di responsabilità domani andrò giù al porto e gli dirò che sono pronto a partire getterò i bagagli in mare studierò le carte e aspetterò di sapere per dove si parte quando si parte e quando passerà il monsone dirò levate l'ancora diritta avanti tutta questa è la rotta questa è la direzione questa è la decisione. (L.Cherubini)
Wednesday, June 18, 2008
Friday, June 13, 2008
Sunday, June 08, 2008
Sera d`estate
so gia` che mi manchera` il mio porch , teatro di tante sbronze solitarie , di confidenze fatte tra amici , di semplici chiaccherate , di risate,di gatti che fanno le fusa , di letture piu` o meno serie dondolandosi pigramente , di musica ascolatata ad alto volume con il mio ipod ...
una sera d`estate questa che ormai volge alla fine ...chissa` chi animera` il teatro questa sera...
so gia` che mi manchera` il mio porch , teatro di tante sbronze solitarie , di confidenze fatte tra amici , di semplici chiaccherate , di risate,di gatti che fanno le fusa , di letture piu` o meno serie dondolandosi pigramente , di musica ascolatata ad alto volume con il mio ipod ...
una sera d`estate questa che ormai volge alla fine ...chissa` chi animera` il teatro questa sera...
Monday, June 02, 2008
Punti di vista
Tempo fa su un blog lessi questo brano .Ricordo che lo scrissi su un foglio d`agenda , poi , settimane dopo strappai quel foglio buttato li tra le bollette e articoli di giornale.
Adesso l`ho qui davanti quel foglio , rileggo il brano , mi appare profetico...
Tra tre mesi lascero` gli Stati Uniti , metto la parola fine ad un avventura durata 4 anni , belli , intensi , difficili a volte .
Mi appresto a scrivere un altro capitolo in terra spagnola . Questa sera una mia amica mi ha detto che la vita e` lunga , chissa` , forse lo e` , ma se penso a come son volati questi 4 anni ,mi rendo conto di come la vita possa essere breve come un buon libro letto tutto d`un fiato e a volte lunga come quei libri noiosi che fai fatica a finire. Anche i miei 30 anni son volati come un libro: bello , bellissimo a tratti noioso forse , ma che mi ha dato tanto. mi piace pensare che la vita sia lunga , in fondo da scrivere ho tante cose , nuove storie , nuovi incontri . Per adesso il mio foglio e` ancora bianco , l`inchiostro e` pronto , la voglia di scrivere tanta .
Vi propongo il brano , ringraziando colui che lo ha scritto .
"Quando il mondo attorno si concretizza e i contorni si fanno evidenti,e` allora che appaiono anche gli spigoli.Limiti tangibili, annichilenti .E io di claustofobia ho sempre sofferto.
Quando l`orizzonte appare tanto vicino da soffocare , e` tempo di nuovi lidi, di nuove conquiste.
Si parte . Adesso"
Tempo fa su un blog lessi questo brano .Ricordo che lo scrissi su un foglio d`agenda , poi , settimane dopo strappai quel foglio buttato li tra le bollette e articoli di giornale.
Adesso l`ho qui davanti quel foglio , rileggo il brano , mi appare profetico...
Tra tre mesi lascero` gli Stati Uniti , metto la parola fine ad un avventura durata 4 anni , belli , intensi , difficili a volte .
Mi appresto a scrivere un altro capitolo in terra spagnola . Questa sera una mia amica mi ha detto che la vita e` lunga , chissa` , forse lo e` , ma se penso a come son volati questi 4 anni ,mi rendo conto di come la vita possa essere breve come un buon libro letto tutto d`un fiato e a volte lunga come quei libri noiosi che fai fatica a finire. Anche i miei 30 anni son volati come un libro: bello , bellissimo a tratti noioso forse , ma che mi ha dato tanto. mi piace pensare che la vita sia lunga , in fondo da scrivere ho tante cose , nuove storie , nuovi incontri . Per adesso il mio foglio e` ancora bianco , l`inchiostro e` pronto , la voglia di scrivere tanta .
Vi propongo il brano , ringraziando colui che lo ha scritto .
"Quando il mondo attorno si concretizza e i contorni si fanno evidenti,e` allora che appaiono anche gli spigoli.Limiti tangibili, annichilenti .E io di claustofobia ho sempre sofferto.
Quando l`orizzonte appare tanto vicino da soffocare , e` tempo di nuovi lidi, di nuove conquiste.
Si parte . Adesso"
Thursday, May 22, 2008
30 ANNI
Il 24 maggio di 30 fa , qualcuno ha pensato bene di mandarmi in missione qui sulla Terra e se mi chiedessero di voltarmi indietro mi rifiuto ...in fondo ancora tutto deve incominciare...
Grazie alla donna Mir per avermi mandato questa poesiola, certo sulla frase "siamo lucidi" avrei qualcosina da ribattere , tante`...AUGURI TIZIANA !
".... sono stupendi i trent'anni, ed anche i trentuno, i trentadue
> trentatré, i trentaquattro, i trentacinque!
> Sono stupendi perché sono liberi, ribelli, fuorilegge,
> perché è finita l'angoscia dell'attesa, non è cominciata la
> malinconia del
> declino,
> perché siamo lucidi, finalmente, trent'anni!
> Se siamo religiosi, siamo religiosi convinti. Se siamo atei,
> siamo atei
> convinti.
> Se siamo dubbiosi, siamo dubbiosi senza vergogna. E non
> temiamo le beffe
> dei ragazzi perché
> anche noi siamo giovani.
> Non temiamo rimproveri degli adulti perché anche noi siamo
> adulti.. Non
> temiamo il peccato perché
> abbiamo capito che il peccato è un punto di vista.
> Non temiamo la disubbidienza perché abbiamo scoperto che la
> disubbidienza è
> nobile.
> Non temiamo la punizione
> perché abbiamo concluso che non c'è nulla di male ad amarci se ci
> incontriamo,
> ad abbandonarci se ci perdiamo:
> i conti non dobbiamo più farli con la maestra di scuola e
> non dobbiamo
> ancora farli col prete
> dell'olio santo. Li facciamo con noi stessi e basta, col
> nostro dolore, da
> grandi".
Oriana Fallaci
Il 24 maggio di 30 fa , qualcuno ha pensato bene di mandarmi in missione qui sulla Terra e se mi chiedessero di voltarmi indietro mi rifiuto ...in fondo ancora tutto deve incominciare...
Grazie alla donna Mir per avermi mandato questa poesiola, certo sulla frase "siamo lucidi" avrei qualcosina da ribattere , tante`...AUGURI TIZIANA !
".... sono stupendi i trent'anni, ed anche i trentuno, i trentadue
> trentatré, i trentaquattro, i trentacinque!
> Sono stupendi perché sono liberi, ribelli, fuorilegge,
> perché è finita l'angoscia dell'attesa, non è cominciata la
> malinconia del
> declino,
> perché siamo lucidi, finalmente, trent'anni!
> Se siamo religiosi, siamo religiosi convinti. Se siamo atei,
> siamo atei
> convinti.
> Se siamo dubbiosi, siamo dubbiosi senza vergogna. E non
> temiamo le beffe
> dei ragazzi perché
> anche noi siamo giovani.
> Non temiamo rimproveri degli adulti perché anche noi siamo
> adulti.. Non
> temiamo il peccato perché
> abbiamo capito che il peccato è un punto di vista.
> Non temiamo la disubbidienza perché abbiamo scoperto che la
> disubbidienza è
> nobile.
> Non temiamo la punizione
> perché abbiamo concluso che non c'è nulla di male ad amarci se ci
> incontriamo,
> ad abbandonarci se ci perdiamo:
> i conti non dobbiamo più farli con la maestra di scuola e
> non dobbiamo
> ancora farli col prete
> dell'olio santo. Li facciamo con noi stessi e basta, col
> nostro dolore, da
> grandi".
Oriana Fallaci
Sunday, April 27, 2008
"Arriva un momento nella vita in cui non rimane altro da fare che percorrere la propria strada fino in fondo.
Quello e` il momento d`inseguire i propri sogni, quello e` il momento di prendere il largo forti delle proprie convinzioni".
(S.Bambaren)
e se si stesse sbagliando strada? E se si avesse difficolta` a sognare?
Quello e` il momento d`inseguire i propri sogni, quello e` il momento di prendere il largo forti delle proprie convinzioni".
(S.Bambaren)
e se si stesse sbagliando strada? E se si avesse difficolta` a sognare?
Tuesday, April 15, 2008

« Una mattina mi son svegliato,
o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!
Una mattina mi son svegliato
ed ho trovato l'invasor.
O partigiano, portami via,
o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!
O partigiano, portami via,
ché mi sento di morir.
E se io muoio da partigiano,
o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!
E se io muoio da partigiano,
tu mi devi seppellir.
E seppellire lassù in montagna,
o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!
E seppellire lassù in montagna
sotto l'ombra di un bel fior.
E le genti che passeranno
o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!
E le genti che passeranno
Mi diranno «Che bel fior!»
«È questo il fiore del partigiano»,
o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!
«È questo il fiore del partigiano
morto per la libertà!»
Monday, April 14, 2008
Saturday, April 05, 2008
Friday, March 07, 2008
mamma quanta neve!!!!
Il termometro segna -7C ed e` destinato a scendere, la neve continua a cadere imperterrita dalle 9 di questa mattina e il cielo sembra essere illuminato dai lampioni di una citta` , il che significa neve e ancora neve.
Mi trovo sul divano di casa mia tra review noiossissime sui microRNA e la tumorogenesi e un bicchierino di marsala con tanto di biscotti datomi dalla mamma.
Mi chiedo: e` ancora inverno , o il preludio di una primavera che tarda ad arrivare???
Nella casa che ho oltreoceano ,Catania , le mimose sono gia` fiorite ...qui non vedo mimose , non vedo bancarelle che mi ricordino che domani e` la festa della donna , vedo solo la neve che sussurrando mi dice domani e` l`8 marzo ...AUGURI A TUTTE LE DONNE!!!! ....e intando cade...
Il termometro segna -7C ed e` destinato a scendere, la neve continua a cadere imperterrita dalle 9 di questa mattina e il cielo sembra essere illuminato dai lampioni di una citta` , il che significa neve e ancora neve.
Mi trovo sul divano di casa mia tra review noiossissime sui microRNA e la tumorogenesi e un bicchierino di marsala con tanto di biscotti datomi dalla mamma.
Mi chiedo: e` ancora inverno , o il preludio di una primavera che tarda ad arrivare???
Nella casa che ho oltreoceano ,Catania , le mimose sono gia` fiorite ...qui non vedo mimose , non vedo bancarelle che mi ricordino che domani e` la festa della donna , vedo solo la neve che sussurrando mi dice domani e` l`8 marzo ...AUGURI A TUTTE LE DONNE!!!! ....e intando cade...
Tuesday, March 04, 2008

A proposito delle Elezioni USA
Nessun repubblicano è mai riuscito a diventare presidente senza aver vinto l'Ohio - George Bush lo soffiò a John Kerry e si tenne la Casa Bianca - e solo il democratico che vince da queste parti, in questo "swing State", cioè in questo Stato in bilico che cambia casacca ad ogni voto, può avere la meglio a novembre.
...e noi qui sempre a criticarlo sto Ohio...che bello , vivo nello swing State e neanche lo sapevo...
Sunday, March 02, 2008
Rieccomi ...
scusate il ritardo , ma la permanenza italiana , ha fatto andare in vacanza anche il mio blog!
Si riinizia a scrivere in questa bellissima giornata di sole , anche se fredda.
Apro il mio post con una frase che ho letto questa mattina e che mi e` piaciuta molto.
Buona domenica a tutti!!!
"Many of us have made our world so familiar that we do not see it any more.It is an interesting question to ask yourself at night: What did I really see this day?"...lo scopriremo solo vivendo aggiungo io...
scusate il ritardo , ma la permanenza italiana , ha fatto andare in vacanza anche il mio blog!
Si riinizia a scrivere in questa bellissima giornata di sole , anche se fredda.
Apro il mio post con una frase che ho letto questa mattina e che mi e` piaciuta molto.
Buona domenica a tutti!!!
"Many of us have made our world so familiar that we do not see it any more.It is an interesting question to ask yourself at night: What did I really see this day?"...lo scopriremo solo vivendo aggiungo io...
Thursday, January 31, 2008
L`ho ascoltata ieri notte...
Buona giornata a tutti voi!!!
Fango (Jovanotti)
Io lo so che non sono solo
anche quando sono solo
io lo so che non sono solo
io lo so che non sono solo
anche quando sono solo
sotto un cielo di stelle e di satelliti
tra i colpevoli le vittime e i superstiti
un cane abbaia alla luna
un uomo guarda la sua mano
sembra quella di suo padre
quando da bambino
lo prendeva come niente e lo sollevava su
era bello il panorama visto dall'alto
si gettava sulle cose prima del pensiero
la sua mano era piccina ma afferrava il mondo intero
ora la città è un film straniero senza sottotitoli
le scale da salire sono scivoli, scivoli, scivoli
il ghiaccio sulle cose
la tele dice che le strade son pericolose
ma l'unico pericolo che sento veramente
è quello di non riuscire più a sentire niente
il profumo dei fiori l'odore della città
il suono dei motorini il sapore della pizza
le lacrime di una mamma le idee di uno studente
gli incroci possibili in una piazza
di stare con le antenne alzate verso il cielo
io lo so che non sono solo
io lo so che non sono solo
anche quando sono solo
io lo so che non sono solo
e rido e piango e mi fondo con il cielo e con il fango
io lo so che non sono solo
anche quando sono solo
io lo so che non sono solo
e rido e piango e mi fondo con il cielo e con il fango
la città un film straniero senza sottotitoli
una pentola che cuoce pezzi di dialoghi
come stai quanto costa che ore sono
che succede che si dice chi ci crede
e allora ci si vede
ci si sente soli dalla parte del bersaglio
e diventi un appestato quando fai uno sbaglio
un cartello di sei metri dice tutto è intorno a te
ma ti guardi intorno e invece non c'è niente
un mondo vecchio che sta insieme solo grazie a quelli che
hanno ancora il coraggio di innamorarsi
e una musica che pompa sangue nelle vene
e che fa venire voglia di svegliarsi e di alzarsi
smettere di lamentarsi
che l'unico pericolo che senti veramente
è quello di non riuscire più a sentire niente
di non riuscire più a sentire niente
il battito di un cuore dentro al petto
la passione che fa crescere un progetto
l'appetito la sete l'evoluzione in atto
l'energia che si scatena in un contatto
io lo so che non sono solo
anche quando sono solo
io lo so che non sono solo
e rido e piango e mi fondo con il cielo e con il fango
io lo so che non sono solo
anche quando sono solo
io lo so che nn sono solo
e rido e piango e mi fondo con il cielo e con il fango
e mi fondo con il cielo e con il fango
e mi fondo con il cielo e con il fango
Buona giornata a tutti voi!!!
Fango (Jovanotti)
Io lo so che non sono solo
anche quando sono solo
io lo so che non sono solo
io lo so che non sono solo
anche quando sono solo
sotto un cielo di stelle e di satelliti
tra i colpevoli le vittime e i superstiti
un cane abbaia alla luna
un uomo guarda la sua mano
sembra quella di suo padre
quando da bambino
lo prendeva come niente e lo sollevava su
era bello il panorama visto dall'alto
si gettava sulle cose prima del pensiero
la sua mano era piccina ma afferrava il mondo intero
ora la città è un film straniero senza sottotitoli
le scale da salire sono scivoli, scivoli, scivoli
il ghiaccio sulle cose
la tele dice che le strade son pericolose
ma l'unico pericolo che sento veramente
è quello di non riuscire più a sentire niente
il profumo dei fiori l'odore della città
il suono dei motorini il sapore della pizza
le lacrime di una mamma le idee di uno studente
gli incroci possibili in una piazza
di stare con le antenne alzate verso il cielo
io lo so che non sono solo
io lo so che non sono solo
anche quando sono solo
io lo so che non sono solo
e rido e piango e mi fondo con il cielo e con il fango
io lo so che non sono solo
anche quando sono solo
io lo so che non sono solo
e rido e piango e mi fondo con il cielo e con il fango
la città un film straniero senza sottotitoli
una pentola che cuoce pezzi di dialoghi
come stai quanto costa che ore sono
che succede che si dice chi ci crede
e allora ci si vede
ci si sente soli dalla parte del bersaglio
e diventi un appestato quando fai uno sbaglio
un cartello di sei metri dice tutto è intorno a te
ma ti guardi intorno e invece non c'è niente
un mondo vecchio che sta insieme solo grazie a quelli che
hanno ancora il coraggio di innamorarsi
e una musica che pompa sangue nelle vene
e che fa venire voglia di svegliarsi e di alzarsi
smettere di lamentarsi
che l'unico pericolo che senti veramente
è quello di non riuscire più a sentire niente
di non riuscire più a sentire niente
il battito di un cuore dentro al petto
la passione che fa crescere un progetto
l'appetito la sete l'evoluzione in atto
l'energia che si scatena in un contatto
io lo so che non sono solo
anche quando sono solo
io lo so che non sono solo
e rido e piango e mi fondo con il cielo e con il fango
io lo so che non sono solo
anche quando sono solo
io lo so che nn sono solo
e rido e piango e mi fondo con il cielo e con il fango
e mi fondo con il cielo e con il fango
e mi fondo con il cielo e con il fango
Wednesday, January 30, 2008
a Chiara
Fra dieci giorni conoscero` finalmente mia nipote Chiara...che strano , sono diventata zia ...
Una mia amica nei giorni scorsi in una sua e mail ,mi ha scritto: "quando la prenderai in braccio e` come se prendessi una parte di te , qualcosa che senti tuo"...beh , di questo ve ne parlero` tra pochi giorni , quando la incontrero`. Che dire, benvenuta in questo mondo di matti cara Chiara. E se mio padre "rifiuta" scherzosamente di essere chiamato nonno , io mi appresto a intraprendere il ruolo di zia,...di America e` proprio il caso di dirlo.
Leggo in questi giorni della nuova sindrome del Superfiglio , di quello che a due anni va gia` in piscina ,a 5 studia 2 lingue , va alle feste piu` "in" a 16 per non essere chiamato disadattato, il figlio che le nuove generazioni di genitori vogliono bello e bravo a tutti i costi .
Che dirti cara nipote ... a nuotare ho imparato un giorno d`estate nel mare della nostra bella terra , le lingue ...beh , ancora devo migliorare il mio italiano , ma la vita (vedrai come sara` ricca di sorprese) , mi ha permesso di affacciarmi alla conoscenza di una lingua straniera .
Le feste??? Mi piacciono , e vado solo se ne ho voglia.Molte ne ho snobbate , altre ne snobbero` e credimi la parola disadattato non so neanche cosa significhi ...
Bella a tutti i costi? mi sento bella abbastanza da considerarmi brutta per molti giorni l`anno e non sai quante volte il mio specchio grida pieta`!!!
Brava???non sono mai stata veramente brava in qualcosa, ma non spetta a me dirlo , alla fine cara nipote, Dio non ci giudichera` mai in base a quello che siamo diventate,al nostro status sociale o in base al nostro conto in banca...in compenso la maggior parte delle persone che conosco mi considerano una brava ragazza, ma quanto e` noioso avvolte!
Che altro dirti cara Chiara...
Ti auguro di saper nuotare e di stare sempre a galla , i pescecani non mancheranno credimi.Ti auguro di imparare il linguaggio del rispetto e dell `amore , abbatterai qualunque barriera!
...Di far festa , attorniata sempre da persone vere e che ti vogliano bene . Ti auguro di sentirti bella , sempre...anche quando ci saranno giorni in cui non vorrai mettere il naso fuori da casa.E infine lascia che gli altri ti dicano: Brava Chiara!
Mi accuserai di retorica ...ne ho fatta molta e` vero ...anche io sono affetta dalla sindrome ziite...ma come non augurarti tutto il bene quando intorno hai la sensazione che tutto sia in salita???
Non spreco mai i miei Ti voglio bene...ma gia` te ne voglio ...ci vediamo presto allora ,aspettami , arrivo con l`aereo delle 11.
Zia Tiziana
Fra dieci giorni conoscero` finalmente mia nipote Chiara...che strano , sono diventata zia ...
Una mia amica nei giorni scorsi in una sua e mail ,mi ha scritto: "quando la prenderai in braccio e` come se prendessi una parte di te , qualcosa che senti tuo"...beh , di questo ve ne parlero` tra pochi giorni , quando la incontrero`. Che dire, benvenuta in questo mondo di matti cara Chiara. E se mio padre "rifiuta" scherzosamente di essere chiamato nonno , io mi appresto a intraprendere il ruolo di zia,...di America e` proprio il caso di dirlo.
Leggo in questi giorni della nuova sindrome del Superfiglio , di quello che a due anni va gia` in piscina ,a 5 studia 2 lingue , va alle feste piu` "in" a 16 per non essere chiamato disadattato, il figlio che le nuove generazioni di genitori vogliono bello e bravo a tutti i costi .
Che dirti cara nipote ... a nuotare ho imparato un giorno d`estate nel mare della nostra bella terra , le lingue ...beh , ancora devo migliorare il mio italiano , ma la vita (vedrai come sara` ricca di sorprese) , mi ha permesso di affacciarmi alla conoscenza di una lingua straniera .
Le feste??? Mi piacciono , e vado solo se ne ho voglia.Molte ne ho snobbate , altre ne snobbero` e credimi la parola disadattato non so neanche cosa significhi ...
Bella a tutti i costi? mi sento bella abbastanza da considerarmi brutta per molti giorni l`anno e non sai quante volte il mio specchio grida pieta`!!!
Brava???non sono mai stata veramente brava in qualcosa, ma non spetta a me dirlo , alla fine cara nipote, Dio non ci giudichera` mai in base a quello che siamo diventate,al nostro status sociale o in base al nostro conto in banca...in compenso la maggior parte delle persone che conosco mi considerano una brava ragazza, ma quanto e` noioso avvolte!
Che altro dirti cara Chiara...
Ti auguro di saper nuotare e di stare sempre a galla , i pescecani non mancheranno credimi.Ti auguro di imparare il linguaggio del rispetto e dell `amore , abbatterai qualunque barriera!
...Di far festa , attorniata sempre da persone vere e che ti vogliano bene . Ti auguro di sentirti bella , sempre...anche quando ci saranno giorni in cui non vorrai mettere il naso fuori da casa.E infine lascia che gli altri ti dicano: Brava Chiara!
Mi accuserai di retorica ...ne ho fatta molta e` vero ...anche io sono affetta dalla sindrome ziite...ma come non augurarti tutto il bene quando intorno hai la sensazione che tutto sia in salita???
Non spreco mai i miei Ti voglio bene...ma gia` te ne voglio ...ci vediamo presto allora ,aspettami , arrivo con l`aereo delle 11.
Zia Tiziana
Saturday, January 26, 2008
I Politicanti del Bel Paese
Nino Strano: adoro i locali gay
ma non sono omosessuale
di ANTONELLO CAPORALE
Nino Strano mangia una fetta di mortadella in Senato
Nino Strano è catanese, senatore di An e molto altro ancora: "Esteta fottuto, amico di travestiti, troie e gay".
E' anche amico delle male parole.
"Vorrei essere lieve e soave, vorrei vivere la politica come una passeggiata su una spiaggia della Normandia".
Invece quando entra a palazzo Madama cade in trance.
"Il turpiloquio mi afferra, mi tira per un braccio. A me poi piace il turpiloquio".
Ci ricadrà.
"Temo di non sapervi resistere".
"Checca squallida", ha detto al collega Cusumano.
"Ponevo l'accento sull'aggettivo. Denunciavo lo squallore della sua posizione".
Checca invece stava per cosa?
"Non ci azzecca niente. E ho chiesto scusa a lui".
Le serviva comunque l'epiteto per segnalare all'aula la sua presenza.
"Avevo bisogno di urlare la mia contrarietà a quel bagno d'ipocrisia in cui il collega era immerso. Cusumano non credeva a una sola delle parole che pronunciava".
Ha anche guarnito la sua faccia di lembi di mortadella espulsi dalla bocca oramai incapiente. E tracannato spumante oltre a quello versato sullamoquette.
"Tutto il cinema di Almodovar si nutre della carne viva come scena fondante della propria rappresentazione creativa. In me c'era l'idea di sviluppare anche visivamente il senso della vittoria".
Non è un po' troppo cinematografico il suo senso delle Istituzioni?
"Ho scritto a Marini, naturalmente mi scuso. E devo dire che Prodi ieri ha fatto una bella figura. Evola diceva: a una cosa si badi! A tenersi in piedi in un mondo di rovina".
Senatore: i suoi gusti sessuali sono liberi e anticonformisti. E' credente ma ama i dannati dalla Chiesa. Anche il travestimento personale, le piume.
"Travestimento no".
I maschi.
"Mi squaglio davanti a una creatura di marmo. Ma non ho avuto mai un rapporto sessuale con una persona del mio stesso genere".
Frequenta soltanto.
"Frequento con enorme piacere i locali dove ogni desiderio è possibile e praticabile. Le mie donne sono sempre con me".
Frequenta ma non consuma.
"Mi fermo un attimo prima".
Costringe ad approfondire.
"Stamane ho fatto all'amore. Terminato alle 12,15".
Ah!
"Con una donna, la mia donna. Ho avuto un figlio da un'altra".
Zeffirelli le ha dedicato un grande suo film: Storia di una capinera.
"Zeffirelli è amico di famiglia, nutro immenso affetto, è uno dei più grandi, più grandi, più grandi. Ero assessore alla cultura a Catania, dove quel film è stato girato. Ho fatto di tutto per agevolargli il lavoro".
Per riassumere: lei è un praticante della perdizione.
"Vivo dannatamente di contraddizioni".
S'è chiesto cosa ci faccia in Alleanza Nazionale?
"Bella domanda".
Questa e` la politica in Italia , uno come Nino Strano e`al Senato , ahime` e` stato anche assessore a Catania.
Ora mi chiedo: come posso vedere in positivo le sorti del mio Paese , se a governarlo c`e` gente come questa????...Povera Patria
Nino Strano: adoro i locali gay
ma non sono omosessuale
di ANTONELLO CAPORALE
Nino Strano mangia una fetta di mortadella in Senato
Nino Strano è catanese, senatore di An e molto altro ancora: "Esteta fottuto, amico di travestiti, troie e gay".
E' anche amico delle male parole.
"Vorrei essere lieve e soave, vorrei vivere la politica come una passeggiata su una spiaggia della Normandia".
Invece quando entra a palazzo Madama cade in trance.
"Il turpiloquio mi afferra, mi tira per un braccio. A me poi piace il turpiloquio".
Ci ricadrà.
"Temo di non sapervi resistere".
"Checca squallida", ha detto al collega Cusumano.
"Ponevo l'accento sull'aggettivo. Denunciavo lo squallore della sua posizione".
Checca invece stava per cosa?
"Non ci azzecca niente. E ho chiesto scusa a lui".
Le serviva comunque l'epiteto per segnalare all'aula la sua presenza.
"Avevo bisogno di urlare la mia contrarietà a quel bagno d'ipocrisia in cui il collega era immerso. Cusumano non credeva a una sola delle parole che pronunciava".
Ha anche guarnito la sua faccia di lembi di mortadella espulsi dalla bocca oramai incapiente. E tracannato spumante oltre a quello versato sullamoquette.
"Tutto il cinema di Almodovar si nutre della carne viva come scena fondante della propria rappresentazione creativa. In me c'era l'idea di sviluppare anche visivamente il senso della vittoria".
Non è un po' troppo cinematografico il suo senso delle Istituzioni?
"Ho scritto a Marini, naturalmente mi scuso. E devo dire che Prodi ieri ha fatto una bella figura. Evola diceva: a una cosa si badi! A tenersi in piedi in un mondo di rovina".
Senatore: i suoi gusti sessuali sono liberi e anticonformisti. E' credente ma ama i dannati dalla Chiesa. Anche il travestimento personale, le piume.
"Travestimento no".
I maschi.
"Mi squaglio davanti a una creatura di marmo. Ma non ho avuto mai un rapporto sessuale con una persona del mio stesso genere".
Frequenta soltanto.
"Frequento con enorme piacere i locali dove ogni desiderio è possibile e praticabile. Le mie donne sono sempre con me".
Frequenta ma non consuma.
"Mi fermo un attimo prima".
Costringe ad approfondire.
"Stamane ho fatto all'amore. Terminato alle 12,15".
Ah!
"Con una donna, la mia donna. Ho avuto un figlio da un'altra".
Zeffirelli le ha dedicato un grande suo film: Storia di una capinera.
"Zeffirelli è amico di famiglia, nutro immenso affetto, è uno dei più grandi, più grandi, più grandi. Ero assessore alla cultura a Catania, dove quel film è stato girato. Ho fatto di tutto per agevolargli il lavoro".
Per riassumere: lei è un praticante della perdizione.
"Vivo dannatamente di contraddizioni".
S'è chiesto cosa ci faccia in Alleanza Nazionale?
"Bella domanda".
Questa e` la politica in Italia , uno come Nino Strano e`al Senato , ahime` e` stato anche assessore a Catania.
Ora mi chiedo: come posso vedere in positivo le sorti del mio Paese , se a governarlo c`e` gente come questa????...Povera Patria
Friday, January 25, 2008
Vorrei
Ed anche la fine di questa legislatura ha dato spettacolo...vedere le scene da mercato del pesce 2 giorni fa al Senato , mi ha fatto male, per un attimo che dura ormai da anni ,mi sono vergognata del mio Paese e dei suoi politicanti.
Gia`, politicanti , perche `mi chiedo se esistano ancora politici in Italia , qualcuno che si preoccupi del bene comune.
Vorrei vedere i vari Fini , Berlusconi , Mastella Prodi , affacciarsi la mattina con la spazzatura ai bordi delle loro finestre, vorrei vedere questi signori essere chiamati giovani ricercatori a 40 anni, vorrei vedere il loro stipendio a 1000 euro al mese e pensare poi all`affitto , alle bollette , alla spesa.
Vorrei vedere questi signori viaggiare in classe economica con la famiglia e pagare il biglietto, vorrei vedere i loro figli studiare con l`incognita del futuro , vorrei vederli stappare champagne per aver dato lavoro alla gente , vorrei vederli meno in tv e piu` tra le piazze , vorrei , vorrei...
intanto cari amici , come dice Battiato nella sua Povera Patria...la primavera tarda ad arrivare.
Ed anche la fine di questa legislatura ha dato spettacolo...vedere le scene da mercato del pesce 2 giorni fa al Senato , mi ha fatto male, per un attimo che dura ormai da anni ,mi sono vergognata del mio Paese e dei suoi politicanti.
Gia`, politicanti , perche `mi chiedo se esistano ancora politici in Italia , qualcuno che si preoccupi del bene comune.
Vorrei vedere i vari Fini , Berlusconi , Mastella Prodi , affacciarsi la mattina con la spazzatura ai bordi delle loro finestre, vorrei vedere questi signori essere chiamati giovani ricercatori a 40 anni, vorrei vedere il loro stipendio a 1000 euro al mese e pensare poi all`affitto , alle bollette , alla spesa.
Vorrei vedere questi signori viaggiare in classe economica con la famiglia e pagare il biglietto, vorrei vedere i loro figli studiare con l`incognita del futuro , vorrei vederli stappare champagne per aver dato lavoro alla gente , vorrei vederli meno in tv e piu` tra le piazze , vorrei , vorrei...
intanto cari amici , come dice Battiato nella sua Povera Patria...la primavera tarda ad arrivare.
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